L'anarchico è da ottanta giorni in sciopero della fame

L'appello di scrittori e giuristi al Ministro della Giustizia: revocare il 41bis a Cospito

In trentotto, dall'ex pm Gherardo Colombo al filosofo Massimo Cacciari, dall'attore e musicista Moni Ovadia fino all’ex presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick hanno firmato la richiesta per "un gesto di umanità e coraggio"

L'appello di scrittori e giuristi al Ministro della Giustizia: revocare il 41bis a Cospito
TgrPIemonte
Alfredo Cospito

Uno sciopero della fame giunto all'ottantesimo giorno, circondato da preoccupazioni crescenti per la salute di Alfredo Cospito, ma anche da tensioni che lievitano da tempo intorno alla sua vicenda. Ora un appello. A lanciarlo, o sottoscriverlo, trentotto nomi di intellettuali e giuristi, tra i più noti nel nostro Paese. La richiesta è rivolta direttamente al Ministro della Giustizia, a sua volta ex magistrato, Carlo Nordio: revocare il 41bis, regime di carcere duro a cui l'anarchico è sottoposto nel penitenziario di Sassari. E contro cui ha intrapreso un digiuno di protesta che - è scritto sempre nell'appello appena firmato - lo ha ormai portato “a un passo dalla morte”.

Cospito, 55 anni, è stato condannato per la gambizzazione del manager di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi e per i due ordigni posizionati davanti all’ex caserma allievi carabinieri di Fossano nel 2006. Per quest'ultimo episodio la Cassazione ha riqualificato il reato in strage ordinando di rimodulare la pena ai giudici di secondo grado. La Corte d’Appello di Torino, a inizio dicembre, ha infine rinviato gli atti alla Consulta per verificare la possibilità di applicare le attenuanti che potrebbero evitare all'anarchico l'ergastolo.

Nessuna revoca o novità, nel frattempo, è arrivata invece sul fronte del carcere duro. Confermato dal Tribunale di Sorveglianza di Roma e a cui Cospito è sottoposto da aprile, dopo aver trascorso sei anni di detenzione. Condizioni e restrizioni severe rispetto alla detenzione ordinaria, contro cui l'anarchico protesta così come per la richiesta di ergastolo sollecitata dalla procura generale di Torino nell'appello bis in relazione all'attentato di Fossano, che non causò né morti né feriti. "Solo per una mera casualità”, secondo la linea dell'accusa.

Davanti al protrarsi del digiuno di protesta, arriva adesso l'appello. Firmato da nomi di peso della cultura, dell'impegno civile e del diritto italiani. L’ex presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick, l’attore e musicista Moni Ovadia, il missionario comboniano Alex Zanotelli, don Luigi Ciotti, il filosofo Massimo Cacciari, l’ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo e diversi magistrati in pensione, tra cui l’ex procuratore generale di Firenze Beniamino Deidda. Chiedono all'ex magistrato Nordio, oggi Guardasigilli, “un gesto di umanità e coraggio”. Mentre anche Torino osserva l'evolversi della vicenda con apprensione, per la salute di Cospito e sulla scorta delle recenti mobilitazioni da parte della galassia anarchica in occasione delle udienze del processo in corte d'assise d'appello bis.