Agnelli visto da tre personaggi, tra chi lo ha frequentato e studiato

L'avvocato come simbolo del capitalismo industriale italiano

In un libro i retroscena sulla diatriba per l'eredità

L'avvocato come simbolo del capitalismo industriale italiano
Tgr
Gianni Agnelli

“Una figura del Novecento, europea e globale, ma che si interessava di Torino e delle sue prospettive”. Così Valentino Castellani ex sindaco di Torino ricorda Gianni Agnelli con cui ebbe grande frequentazioni nel periodo di Torino 2006, quando la Fiat iniziò a cambiare pelle e abbandonare la sua vocazione a simbolo del capitalismo italiano nel mondo così come l'aveva rappresentata e voluta l'avvocato Agnelli, che secondo la visione dell'ex manager Giorgio Garuzzo, dirigente della Fiat dal 1976  fino al 1996, “fu il simbolo del capitalismo industriale italiano nel mondo", di quell'industria italiana capace nel dopoguerra di tirare fuori il paese dalle macerie della guerra per restituirlo alle nuove generazioni. A cui la nuova Fiat, ormai orfana del nome non pacerebbe, come non piacerebbe la diatriba per l'eredità, di cui rivela retroscena e documenti Gigi Moncalvo nel suo nuovo libro “Agnelli Coltelli”, edito da Vallecchi.

servizo di Maria Valeria Vendemmia, immagini di Luciano Gallian, montaggio di Paola Bovolenta