La Corte d'Appello respinge il ricorso aziendale

"Licenziato per ritorsione, va riassunto all'Amag".

Il caso ad Alessandria, il lavoratore era stato giudicato idoneo con limitazioni dal medico aziendale

"Licenziato per ritorsione, va riassunto all'Amag".
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Alessandria

Il licenziamento era una ritorsione, lo aveva già sentenziato il Tribunale di Alessandria e ora la Corte d'Appello di Torino conferma la nullità del provvedimento adottato da Amag nei confronti di un dipendente. 

Il caso, reso noto dalla Uil Trasporti, si riferisce a un lavoratore inizialmente assunto come interinale, poi con contratto di  lavoro subordinato a tempo indeterminato, e poco dopo  licenziato per mancato superamento del periodo di prova. 

La decisione era stata presa dalla precedente gestione di Amag Holding sull'azienda del gruppo, Amag Ambiente, ed era stata comunicata dopo che il dipendente, a seguito di un'infiammazione a un disco vertebrale, era stato giudicato dal medico aziendale idoneo al lavoro con limitazioni.

"E' sempre complesso e difficile riuscire a dimostrare l'intento ritorsivo in un licenziamento - spiega l'avvocato Stefano Ena - ma, in questo caso, siamo riusciti a offrire al giudice una serie di elementi, tali da convincerlo del fatto che il lavoratore fosse stato licenziato solo perché lamentava difficoltà fisiche nello svolgimento della propria mansione. La conseguenza di questa impostazione è che la società è stata condannata alla reintegra e al risarcimento del danno subito, pari a tutte le retribuzioni
perse".