Si tratta delle rate non saldate fino alla scadenza del contratto

Ferrovie del Mottarone, respinta la richiesta di un milione di euro

Il Tribunale di Verbania ha dato ragione al Comune di Stresa. La società di Nerini chiedeva il contributo per l'ammodernamento dell'impianto

Ferrovie del Mottarone, respinta la richiesta di un milione di euro
Ansa
La stazione della funivia Stresa Mottarone

Il Tribunale di Verbania ha respinto la richiesta avanzata dalla difesa di Ferrovie del Mottarone, che aveva fatto causa al Comune di Stresa, nel Verbano-Cusio-Ossola, per un importo superiore a un milione di euro a causa del mancato versamento della rata del 2021 del contributo comunale per l'ammodernamento dell'impianto, concluso nel 2016. Lo rendono noto fonti legali. 

La vicenda risale allo scorso novembre, quando la società Ferrovie del Mottarone, il cui amministratore Luigi Nerini è uno degli indagati per l'incidente in cui il 23 maggio 2021 morirono 14 persone, fece causa al Comune di Stresa per il mancato pagamento della rata annuale del 2021, pari a 143.080 euro, prevista dal contratto come contributo per l'ammodernamento dell'impianto avvenuto tra 2014 e 2016. 

L'importo richiesto, superiore a un milione di euro, comprendeva tutte le rate non ancora saldate fino alla scadenza del contratto, prevista originariamente al 31 dicembre del 2028. Dopo la tragedia, il Comune di Stresa aveva deciso di interrompere il pagamento delle quote, ritenendo la società gerente l'impianto inadempiente ai doveri previsti dall'accordo.

Oltre alla rata del 2021, aveva fatto sapere il sindaco di Stresa Marcella Severino, non era stata versata neanche quella del 2022. Entrambe erano però state accantonate a bilancio. Nel corso dell'udienza del 29 novembre scorso, la giudice Vittoria Mingione del Tribunale di Verbania si era riservata la decisione.

Sul fronte penale, dopo il rigetto del gip della richiesta di non concedere la proroga indagini avanzata dalla difesa del direttore di esercizio dell'impianto Enrico Perocchio, la Procura prosegue il proprio lavoro con approfondimenti per eventuali 'ritocchi' del registro degli indagati e delle imputazioni. Infine si attende la decisione della Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla decisione del Riesame di Torino che, nei giorni scorsi, ha disposto la sospensione per un anno dalla loro attività per Perocchio e Nerini.