Moussa Balde, tre condanne a due anni per aggressione a Ventimiglia

Il 9 maggio 2021 il migrante arrivato dalla Guinea venne colpito con una spranga. Pochi giorni dopo si tolse la vita in un Cpr a Torino

Moussa Balde, tre condanne a due anni per aggressione a Ventimiglia
Ansa
Un'immagine dell'aggressione

Il giudice di Imperia ha condannato a due anni di reclusione ciascuno i tre uomini accusati di aver colpito a Ventimiglia il 9 maggio 2021 con una spranga Moussa Balde, 23 anni, migrante arrivato dalla Guinea. La vittima dell’aggressione pochi giorni dopo si impiccò nel Cpr di corso Brunelleschi a Torino, dove era stato trasferito perché privo di documenti.

Gli imputati, Ignazio Amato, 29 anni, Francesco Cipri, 40 anni e Giuseppe Martinello, 45 anni, sostenevano che Balde aveva rubato loro un telefonino. 
Nel corso della requisitoria, il 9 dicembre scorso, il pm Matteo Gobbi aveva chiesto una pena a 2 anni e 8 mesi di reclusione ciascuno.

"Ritengo comunque che sia stata una sentenza equilibrata. E' stata concessa la sospensione condizionale della pena - afferma l'avvocato Marco Bosio, che assiste i tre imputati - e sono state riconosciute le attenuanti generiche in misura equivalente rispetto alle contestate aggravanti, come richiesto dalla difesa".Per il legale "è stato importante anche il risarcimento del danno da parte degli imputati. Leggeremo comunque le motivazioni ma in generale possiamo ritenerci soddisfatti della sentenza. Valuteremo se ci sono gli spazi per ricorrere in Appello e ottenere una riduzione".
 

Per l'avvocato di parte civile, Gianluca Vitale, che assiste la famiglia di Balde "il giudice ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche equivalenti sulle aggravanti contestate. Il pm aveva chiesto di escluderle e la difesa aveva chiesto di ritenerle prevalenti. Devo dire che una condanna a due anni è significativa e sia correttamente parametrata alla gravità del fatto". Aggiunge Vitale: "C'è stato anche un risarcimento di tremila euro alle parti civili. Erano stati contestati i 10 giorni di prognosi perchè credo ci sia stata una sottovalutazione da parte dei medici. Viene però riconosciuta la gravità dell'aggressione, al di là delle conseguenze che andranno viste anche in altra sede". 
 

Servizio di Lucia Pescio, Tgr Liguria