Musica e voglia di pace, Torino dà il benvenuto al 2023

In 14mila in piazza Castello, dove è tornato il Concertone. Tanti botti nonostante i divieti. La notte al Sermig nel ricordo di Papa Benedetto, Olivero: "Convinciamo il mondo che le armi non servono a niente"

Musica e voglia di pace, Torino dà il benvenuto al 2023
Tgr Piemonte
Capodanno in piazza a Torino

Capodanno scatenato quello di Torino. Nella centralissima piazza Castello un crescendo di decibel e di ritmo per i 14mila che sono riusciti a trovare un biglietto, peraltro gratuito, per partecipare in sicurezza al primo grande appuntamento all'aperto di musica dal vivo.

Una notte trascinante, quasi liberatoria, per un addio al 2022 senza rimpianti.

E mentre si sentono i botti di fuochi d'artificio e petardi sparati nonostante divieti e multe, c'è chi sceglie il silenzio. Lo fa come sempre il Sermig, con la cena del digiuno e la Marcia della Pace, che quest'anno tocca il Cottolengo prima di raggiungere il Duomo. E se la pace è un valore supremo - lo ha dimostrato ulteriormente questo anno di guerra in Europa - il pensiero va a papa Ratzinger, che Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, ha conosciuto personalmente:

Lo ricordiamo come un Papa gentile, che ha accettato da umile servitore, quindi da persona umile immediatamente. Anche se come mente era davvero straordinaria. Davvero, come si dice, un numero uno. Ma non ha mai ostentato la sua sapienza.

L'augurio di Olivero per il nuovo anno: 

"Mi auguro sia un anno speciale perché dobbiamo convincere il mondo intero che le armi non servono a niente"