La prossima settimana la decisione finale

Olimpiadi, in Trentino si discute a pochi giorni dalla decisione

La locale Confesercenti attacca per l'aumento dei costi mentre a Torino servono fino a 14 milioni di euro per ristrutturare l'Oval

Olimpiadi, in Trentino si discute a pochi giorni dalla decisione
Ansa
L'Oval ai tempi di Torino 2006

Olimpiadi 2026, la prossima settimana probabilmente arriverà la parola fine sul destino delle 14 gare del pattinaggio di velocità. Lunedi 16 è atteso un incontro tra ministri competenti, Coni e Comitato Olimpico per definire lo stato dei lavori ed analizzare la questione legata all'impianto di pattinaggio di Baselga di Piné. Per venerdì 20 è invece attesa una conferenza stampa del presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti in cui probabilmente si metterà un punto alla vicenda, sia sul mantenimento della disciplina sull'Ice Rink di Miola o lo spostamento all'Oval di Torino che nel 2006 ospitò le discipline e che portò le medaglie di Enrico Fabris nell'individuale e nella sfida a squadre con Fabris, Ippolito Sanfratello e Matteo Anesi, quest'ultimo proprio di Baselga di Piné. 

Nella diatriba interviene Mauro Paissan, presidente di Confesercenti Trentino che, parlando della possibile rinuncia della Provincia autonoma ad ospitare le gare olimpiche spiega: "Si faccia chiarezza sulle responsabilità che hanno portato a questa vicenda paradossale, ma soprattutto si faccia chiarezza sulle intenzioni e sul futuro di sviluppo di un territorio che aspetta un suo rilancio e una sua identità da oltre 20 anni". 

“Tra qualche giorno sapremo dove si svolgeranno le gare di pattinaggio velocità -continua Paissan- e auspico che amministratori provinciali e locali, enti turistici e sportivi, tessuto imprenditoriale e cittadini raccolgano la scommessa di individuare un progetto che guardi ai prossimi 20 anni, al di là della partita delle Olimpiadi 2026”.

Secondo Paissan "per lo stadio del ghiaccio si è partiti con un investimento di 35 milioni di euro per arrivare a 50 milioni e, nelle ultime settimane, a 80 milioni. Non esiste un amministratore di buon senso che può avallare un progetto da 80 milioni per un palazzetto del ghiaccio. Quello che desta più perplessità è come si sia potuto, ripeto in due settimane, passare dalla presentazione di un progetto 'fattibile e sostenibile' a un progetto 'del tutto insostenibile'. Il problema non è tanto l'eventuale decisione di mollare le Olimpiadi per una cifra neanche pronunciabile, ma è il come è stata trattata la vicenda anche nelle sue tempistiche. Cos'è successo in due settimane?".

Il presidente di Confesercenti rimarca che “bisognava essere chiari da subito. Servono rispetto e un'assunzione di responsabilità. Serve un risarcimento per questo territorio e non possono essere briciole”. 

Secondo le prime stime servono 14 milioni di euro per trasformare nuovamente l'Oval e renderlo adatto ad ospitare gare di pattinaggio. Bisogna costruire una nuova pista, restaurare gli spogliatoi, cambiare l'impianto di illuminazione. 

Le discussioni sono in corso e nei prossimi giorni si capirà se Torino potrà nuovamente ospitare le Olimpiadi.