Il report dell'attività in Piemonte e Valle d'Aosta

Polizia Postale, in aumento le truffe online

Frodi informatiche, lotta alla pedopornografia, alle frodi informatiche, alle minacce evervise e terroristiche, i principali campi d'azione

Polizia Postale, in aumento le truffe online
Ansa foto
Un'agente della polizia postale

Lotta alla pedopornografia online, alle frodi informatiche, alle minacce eversive e terroristiche. E' stato un 2022 di lavoro per la Polizia Postale di Piemonte e Valle d'Aosta. L'impegno maggiore sta nell'essere sempre aggiornati in un ambito, quello del web, in cui la continua evoluzione tecnologica rende complessa l'azione degli investifatori. 

Sono 1231 i casi di reati contro la persona ed il patrimonio con 255 persone indagate e 7 milioni di euro sottratti alle vittime. 72 i casi di truffe sul web con 20 indagati e tre arresti. In quest'ambito va inserita l'operazione “Trade Scam” svoltasi a dicembre con tre arresti nel torinese e perquisizioni e sequestri in tutta Italia. 

Undici i casi di revenge porn con due persone denunciate. Per le truffe sentimentali i casi trattati sono stati trenta con 4 persone indagate. Dieci gli attacchi informatici gestiti dalla polizia
postale e le segnalazioni sono state 1.193. 

Per pedopornografia sono stati indagati in 68. 5 i casi di adescamento online riferiti a minori in età preadolescenziale. Per quanto riguarda il fenomeno 'sextortion'  sono stati trattati invece 92 casi riferiti a vittime sia minorenni che maggiorenni. Due le inchieste condotte in contrasto alla pedografia online: 'Meet up', 26 persone indagate, 3 delle quali arrestate e 'Area Pedonale' che ha portato a 12 perquisizioni in tutta Italia con 9 persone denunciate in stato di libertà per diffusione e detenzione di materiale pedopornografico e 3 arrestati  flagranza di reato. 

Le indagini condotte con la Digos di Torino hanno portato all'individuazione di un gruppo di matrice nazi-fascista, attestato sulla piattaforma Telegram, sul canale "Brudershaft thule ('Fratellanza di Thule') e sul connesso gruppo di discussione "Meine Ehre Heiβt Treue" ('Il mio onore si chiama lealtà'), partecipato da militanti stanziati su tutto il territorio nazionale e anche all'estero, in Germania, tutti denunciati per riorganizzazione del disciolto partito fascista e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.

All'esito dell'attività di indagine, lo scorso 17 marzo, sono state eseguite 8 perquisizioni a Torino, Brescia, Brindisi, Rieti, Alessandria, Lodi e, previo Ordine di Indagine Europeo, anche nella città di Aalen in Germania nei confronti dell'amministratore del canale. Infine per il reati di financial cybercrime in Piemonte e Valle D'Aosta si sono registrati 50 indagati.