Post e pre Olimpiadi

Tra Pragelato e Oval, il Piemonte prova a rientrare nella corsa olimpica

In vista dei Giochi del 2026 il territorio chiede che non si disperdano ulteriori risorse pubbliche. Il 16 gennaio incontro importante tra Coni, comitato organizzatore e governo

C'è una data che potrebbe rappresentare uno spartiacque. Il 16 gennaio. Fra una settimana Torino saprà se sarà invitata alla festa Olimpica di Milano-Cortina 2026. In ballo c'è la sede delle 14 gare del pattinaggio di velocità. Lunedì prossimo si incontreranno Coni, comitato organizzatore e ministri competenti per valutare l'avanzamento delle opere e la sostenibilità economica del progetto Olimpico.

Tutto ruota intorno alla sede delle gare di pattinaggio. Servono fino a 60 milioni per la copertura dell'Ice Rink di Miola a Baselga di Piné. Tanti soldi ed altrettanti dubbi sul rientro dell'investimento per l'impianto su cui hanno iniziato la propria attività Pietro Sighel, 2 medaglie olimpiche nello short track a Pechino e Matteo Anesi, protagonista insieme ad Enrico Fabris ed Ippolito Sanfratello dell'oro straordinario nell'inseguimento a squadre dell'Italia a Torino 2006, conquistato sul ghiaccio dell'Oval, impianto oggi destinato ad attività fieristiche e che potrebbe tornare ad ospitare una gara a cinque cerchi dopo 20 anni

Da una stima preliminare servirebbero fino a 14 milioni di euro per riparare la pista, ristrutturare gli spogliatoi e migliorare l'impianto d'illuminazione. Sono quindi ore di analisi, confronti e valutazioni. Con un punto fermo: per il Coni Baselga ad oggi è ancora l'unica opzione. Il 20 gennaio è attesa una conferenza stampa del presidente della provincia autonoma Maurizio Fugatti in cui potrebbe arrivare la rinuncia alle gare all'ice Rink, con una compensazione per il mancato evento, per riportare i Giochi sotto la Mole.

Parla il territorio

"Adesso va sostenuto sino in fondo il 'lodo Lo Russo-Cirio' sulla necessità di risolvere definitivamente il post olimpico di Torino 2006 in vista dell'evento olimpico di Milano-Cortina del 2026". Ad affermarlo il sindaco di Pragelato e consigliere nazionale Anci, Giorgio Merlo, e il vicesindaco Mauro Maurino, secondo i quali  "è indubbio che non si possono più disperdere ulteriori risorse pubbliche, da un lato costruendo nuovi impianti mentre, dall'altro, si deve lavorare per porre fine a un post olimpico
che richiede, adesso, una scelta definitiva".  

Se l'Oval è l'impianto più gettonato - aggiungono - tocca alla politica nazionale, torinese e piemontese, fare anche una scelta oculata e finale sugli altri due impianti di Pragelato e di Cesana Torinese. Su questi le opzioni sono due o rimetterli in funzione e adeguarli in vista delle prossime olimpiadi invernali o smantellarli e riconvertirli. "È arrivato il momento delle scelte politiche concrete sul futuro del post olimpico delle Valli e di Torino - concludono i due politici - dopo la decisione di aver optato nel passato a rinunciare allo stesso evento olimpico".