Casale Monferrato

Sgominata rete di spaccio: vendevano la droga tramite i social

Ordinanza di custodia cautelare per sette persone, di cui una irreperibile

Sgominata rete di spaccio: vendevano la droga tramite i social
Tgr Piemonte
Uno spacciatore all'opera

I Carabinieri di Casale Monferrato hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone, in gran parte già note alle forze dell'ordine. Sono sospettate di spacciare sostanze stupefacenti sul territorio di Casale Monferrato e dintorni usando WhatsApp e Instagram.

Rintracciate e arrestate a Casale Monferrato e Vigevano sei delle sette persone: due albanesi si trovano ora in carcere, tre italiani agli arresti domiciliari e un italiano ha l’obbligo di presentazione in tribunale. Un altro albanese trentenne è ricercato. 

Le indagini, basate su intercettazioni telefoniche e analisi delle telecamere, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza, permettendo di accertare come il gruppo, diviso per ruoli e compiti, avrebbe mosso significativi quantitativi di sostanza stupefacente e avrebbe avuto a capo un maggiore fornitore: un albanese di 41 anni residente a Vigevano in grado di immettere nel mercato vari chilogrammi di droga.

Quest’ultimo si sarebbe avvalso di due collaboratori di 34 e di 30 anni, che gli avrebbero portato a domicilio la droga all’ingrosso e l'avrebbero smistata ai tre complici di 28, 34 e 60 anni, agli arresti domiciliari, detti “cavalli”, per la cessione al dettaglio ai clienti che giungevano con la macchina sotto le abitazioni degli indagati per prelevare il quantitativo richiesto, per lo più cocaina. 

L’intera fiorente rete di spaccio a Casale Monferrato, ma anche a Vercelli, sarebbe stata coordinata e gestita, oltre che dall’albanese di Vigevano, anche da un altro suo connazionale di 34 anni che andava a effettuare talvolta consegne a domicilio a esercizi commerciali. 

La caratteristica degli indagati era quella di vendere la cocaina al pezzo, che corrispondeva a poco meno di un grammo, tra i 70 e i 90 euro. Per gli appuntamenti non veniva utilizzata la linea telefonica tradizionale ma appunto i social. In una sola giornata di spaccio il gruppo poteva incassare fino a 4.000 euro.