Uccise il figlio tossicodipendente, condanna annullata con rinvio dalla Cassazione

Luciano Assandri nel 2019 uccise il figlio Diego a Rivalta Bormida (AL). La Cassazione annulla con rinvio la condanna a sei anni e otto mesi. Non venne riconosciuta l'attenuante della provocazione.

Uccise il figlio tossicodipendente, condanna annullata con rinvio dalla Cassazione
Ansa
La casa del delitto, a Rivalta Bormida

Uccise il figlio a colpi di pistola
ma probabilmente merita l'attenuante della provocazione, che
invece gli era stata negata, per le continue "vessazioni e
umiliazioni" cui era sottoposto: per questo motivo la Cassazione
ha annullato con rinvio la sentenza con cui, nel 2021, la Corte
d'assise di Torino aveva condannato il settantaduenne Luciano
Assandri a sei anni e otto mesi di carcere.
Assandri sparò al figlio Diego, 39 anni, il 17 aprile 2019
nel loro appartamento di Rivalta Bormida (Alessandria). Secondo
le stesse carte del processo, era "esasperato dal contegno
offensivo e aggressivo" del giovane, "tossicodipendente da molti
anni, già inutilmente collocato in varie comunità di recupero,
che aveva dilapidato ogni risorsa economica familiare oltretutto
accusando i genitori di non avere mai fatto nulla per lui". Quel
giorno Diego "aveva nuovamente preteso soldi" e "aveva
fisicamente aggredito il padre".
A differenza dei giudici d'appello, gli 'Ermellini' hanno
ravvisato lo schema della cosiddetta "provocazione per accumulo"
e hanno quindi ordinato un nuovo passaggio in aula per un
approfondimento. Del resto - si legge nella sentenza - era stata
la stessa Corte piemontese a dare per chiariti "i reiterati
comportamenti ingiusti del figlio nei confronti del padre" e "il
grave e sedimentato perturbamento emotivo", dovuto alla
"situazione di oppressione", che pativa il 72enne, e che aveva
portato a riconoscergli un "vizio parziale di mente".