"Credo di essere stato capace di sfruttare i bassi per giungere agli alti"

Vialli, "ho cercato di trasformare i fallimenti in motivazioni"

In una delle ultime uscite pubbliche il 26 novembre al Torino Film Festival il capitano riassumeva così la sua filosofia di vita

Magro e provato, ma allo stesso tempo soddisfatto. Era apparso così in una delle ultime uscite pubbliche Gianluca Vialli. Era stanco e consumato dalla malattia, al punto da aver annullato anche alcune interviste. Ma alla presentazione alla fine si era presentato. E le sue parole non erano passate inosservate, un lascito, testimonianza di una stagione che ha fatto la storia sportiva di un'epoca. 

Era il 26 novembre 2022, poco più di un mese fa, a Torino per la presentazione del documentario “La bella stagione”, quella che lui e Roberto Mancini avevano raccontato nel libro dal titolo omonimo, della cavalcata Sampdoria verso lo scudetto nella stagione 1990/1991.

Il film del regista aviglianese Marco Ponti era stato presentato in anteprima al Torino Film Festival, due giorni prima dell’uscita al cinema. Gianluca era lì, con Mancini e i compagni del 1991.

Prendendo la parola, “personalmente - aveva detto - ho sempre cercato di utilizzare quelli che possono essere definiti fallimenti, a livello sportivo, in motivazioni per far meglio la volta in cui ho avuto la possibilità di riprovarci. Per esempio il mondiale del ‘90 è andato in un certo modo, poi arriva lo scudetto con la Sampdoria, anche per colpa mia si perde la finale di Wembley, poi però capita di rivincerla, poi vinciamo l’europeo, poi non andiamo ai mondiali, quindi sono sempre stato abituato a questi alti e bassi e credo di essere stato in grado -personalmente- di sfruttare i bassi per arrivare agli alti”.