Automotive, c'è chi prova a convertirsi all'elettrico

Alla Primotecs si producono rotori sia per l'endotermico che per le auto a corrente. Ma per riuscirci compiutamente occorrono investimenti massicci

Il settore dell'automotive alla prova dell'elettrico e dello stop a diesel e benzina nel 2035. Le aziende dell'indotto devono reinventarsi. Operazione proibitiva per tanti, ma qualcuno che ci prova c'è, pur con mille limiti e difficoltà.

Siamo stati alla Primotecs. Qui dalla pressa escono rotori sia per i motori endotermici che per quelli elettrici. Ma, contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, i componenti del motore elettrico, anche se sono di meno e più semplici, sono più massicci. E quindi occorre una pressa più grande. Una delle dimensioni necessarie costa anche dieci milioni di euro. 

Primotecs ha seicento dipendenti e due stabilimenti, uno ad Avigliana ed uno a Villar Perosa, che sorgono rispettivamente sulla Ex Teksid e sulla ex SKF. 

 

Nel servizio, le interviste a:

  • Christophe Zabiegly
    Ingegnere
  • Andrea Grazzini
    Capo operazioni Primotecs