Philips dovrà ritirare, entro fine aprile, alcuni modelli di respiratori

Partita da Torino la class action contro la multinazionale

Circa 100mila gli utilizzatori in tutta Italia, soprattutto pazienti con apnee notturne. Philips in una nota afferma: La salute è la nostra priorità, i test escludono danni seri per i pazienti

Partita da Torino la class action contro la multinazionale
Tgr
Uno dei respiratori oggetto della class action

Ha 24 giorni di tempo Philips per sostituire i respiratori difettosi. Entro il 30 aprile la multinazionale olandese deve richiamare gli apparecchi per chi soffre di apnee notturne. Difettosi per colpa di una schiuma insonorizzante, che si sbriciola nelle vie aree dei pazienti.
È l'effetto di una class action partita da Torino in rappresentanza dei 100mila utilizzatori in Italia. La Philips ha cominciato i richiami nel 2021 ma è ferma al 30% dei pazienti. Ora il Tribunale di Milano la obbliga a fare presto. Pena 20mila euro di multa per ogni giorno di ritardo.

Uno studio legale torinese ha assistito nel ricorso l'associazione di tutela consumatori Adusbef e l'Associazione Apnoici Italiani. Per Stefano Bertone, dello studio legale Ambrosio e Commodo “ogni giorno che passa le persone si sottopongono a un danno potenzialmente molto grave, anche letale per la loro salute e questo non deve succedere”.

Utilizza questo apparecchio chi soffre di apnee notturne ma anche chi ha insufficienze respiratorie, o ancora pazienti neuromuscolari, affetti per esempio da Sla e Sma. Come Luca Roberti, pres. Associazione Apnoici Italiani.  “Nell'ultimo mese in America sono state riscontrate asma, infezioni alle vie aeree - racconta - e anche oltre 300 casi di cancro. Abbiamo fatto un'audizione con la Commissione Ue per sapere quanti eventi avversi si sono verificati negli stati membri e avere lo stato dell'arte di questo rischio”. Anche al ministero ora chiedono di monitorare le condizioni di salute degli utilizzatori. Intanto chiederanno risarcimenti a Philips.

Nel servizio le voci di Stefano Bertone, dello studio legale Ambrosio e Commodo e Luca Roberti, pres. Associazione Apnoici Italiani

Interviste di Manuela Gatti, immagini di Guido Cravero, montaggio di Giancarlo Raviola