Montagna

Record di missioni per il Soccorso alpino piemontese

Nel 2023 sono stati oltre 1.500 gli interventi effettuati per portare in salvo escursionisti in pericolo, numeri mai registrati prima

Con la montagna non si scherza. Affrontare un'escursione, sia d'inverno che d'estate, richiede una preparazione adeguata e la giusta dotazione tecnica. Se non bastano gli appelli degli esperti lo confermano i dati del Soccorso alpino e speleologico piemontese. Dopo il covid la montagna è sempre più frequentata e più presenze significano più situazioni di emergenza.

Le persone soccorse

Nel 2023 il Soccorso alpino e speleologico piemontese ha recuperato 1.793 persone (1.512 il record precedente del 2020) segnando il primato assoluto mai registrato in Piemonte. 527 sono stati gli illesi, 1.185 i feriti e 81 deceduti. Le principali cause di infortunio in montagna sono le cadute (48%) seguite dai malori (15%), e riguardano gli uomini nel 76% dei casi e le donne nel 24%. Infine, il 92% delle persone soccorse praticava attività del tempo libero contro il 6% di residenti in montagna e il 2% di persone infortunatesi in terreno impervio per lavoro. In nessun caso sono state applicate le spese di compartecipazione agli interventi previste dalla Regione nei casi di dotazione tecnica non adeguata o mancato rispetto di divieti.

Le ragioni dei numeri record

Da un punto di vista statistico, l’aumento degli infortuni e delle situazioni di emergenza sono correlati all’aumento di frequentazione della montagna. Il 2023 ha avuto un andamento meteorologico molto favorevole alla pratica di attività all’aria aperta e in montagna soprattutto durante l’estate che ha offerto giornate diffusamente soleggiate con temperature eccezionalmente miti e precipitazioni scarsissime. Dopo la pandemia, tutti i dati di attività del Soccorso alpino e speleologico piemontese segnano un deciso aumento rispetto agli anni precedenti.

 

Nel servizio l'intervista a Luca Giaj Arcota, presidente del Soccorso alpino e speleologico del Piemonte

Servizio di Lorenzo Bertolucci, montaggio Beppe Serra