A Roma

Tavolo su Stellantis al ministero, Urso: a Mirafiori serve un nuovo modello

Cirio e Lo Russo: preoccupati, ma disponibili al dialogo. Mele (Stellantis): Mirafiori è cuore pulsante del gruppo in Italia. Fiom Cgil: incontro imbarazzante. Fim Cisl: servono risposte concrete. Uilm: tutele per l'indotto

 

Da un lato l'azienda: “Mirafiori è il cuore pulsante di Stellantis per l'Italia", ha detto il rappresentante affari societari per l'Italia Davide Mele. Dall'altro i sindacati: “quella di Mirafiori è la situazione più drammatica che abbiamo all'interno del gruppo”, ha dichiarato prima di entrare il segretario generale Fim Cisl Ferdinando Uliano. In mezzo le preoccupazioni del presidente della Regione e del sindaco per il futuro del sito produttivo torinese. “Sono necessarie risposte chiare”, ha detto il ministro Adolfo Urso. Si è concluso in tarda mattinata al ministero delle Imprese e del Made in Italy il secondo incontro del “Tavolo Stellantis” dedicato ai singoli stabilimenti italiani: ha fatto seguito a quello di ieri dedicato a Melfi. Hanno partecipato i rappresentanti istituzionali, sindacali, dell'azienda e dell'Anfia, l'associazione nazionale delle filiera dell'industria automobilistica.

Urso: a Mirafiori serve un nuovo modello

Nel caso di Mirafiori abbiamo condiviso, insieme alle altre istituzioni, che ci sia almeno un nuovo modello di auto realizzato a Torino che risponda alle esigenze del mercato italiano. Attualmente a Torino si producono modelli, come la 500 elettrica e la Maserati, per altro in riduzione produttiva, che sono rivolte sostanzialmente al mercato estero”. Così il ministro Adolfo Urso al termine del tavolo “Chiediamo - ha proseguito - che ci sia un modello di auto competitivo e rispondente alle esigenze del mercato interno, anche alla luce degli incentivi sulle auto” che stimolano proprio il mercato interno. “A Mirafiori, a Torino, in Piemonte, dove è nata l'industria automobilistica italiana e ci sono punte di eccellenza riconosciute ovunque nel mondo,  si deve ripartire con una prospettiva condivisa. È necessario che Stellantis chiarisca con quali modelli, con quale produzione e livelli occupazionali si possa raggiungere questo obiettivo. Siamo all'inizio di un percorso da percorrere in breve tempo, servono risposte chiare sulla base delle quali realizzare un piano nazionale sull'automotive che consenta la salvaguardia della filiera e dell'indotto”. Durante l'incontro Urso ha espresso le sue perplessità sull’efficacia degli incentivi rispetto alle produzioni nazionali: su un miliardo di euro di incentivi, lo scorso anno l'80 per cento è finito su auto estere: un sistema da rivedere, se si continuasse così.  

Cirio e Lo Russo: preoccupati per lo stabilimento, aperti al dialogo

Il governatore Alberto Cirio ha ricordato la collaborazione con Stellantis, a partire dall’hub del riciclo, ma ha espresso anche moltissime preoccupazioni rispetto alla produzione di auto a Torino: ha detto che la Regione è aperta a tutte le collaborazioni, “ma vorremmo che a Torino si continuassero a produrre auto”. Dello stesso tono l'intervento del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo,  che ha ribadito la volontà di collaborazione con Stellantis dentro però una cornice di rilancio. 

L'azienda: Mirafiori cuore pulsante di Stellantis in Italia

Lo stabilimento di Mirafiori rappresenta il “cuore pulsante” di Stellantis in Italia, ha affermato - riferiscono fonti sindacali - Davide Mele, responsabile Corporate Affairs (affari societari) del gruppo automobilistico per l'Italia. Il manager ha poi sottolineato che i tavoli tecnici rappresentano un importante strumento e che Stellantis condivide l'obiettivo di un milione di veicoli l'anno. Mele ha aggiunto gli impegni su Mirafiori con un “brand di punta” come la 500, che da quest'anno sarà prodotta esclusivamente in Italia. E su Maserati, ha aggiunto, si sta lavorando per l'elettrificazione sulla piattaforma “Folgore” dei nuovi modelli da produrre: GranCabrio ed, entro giugno, la nuova Quattroporte. Ha annunciato per la prossima settimana il lancio a Mirafiori del sito per la produzione di cambi elettrificati, che impiegherà oltre 500 addetti. A queste attività si aggiungono, ha detto, l’hub per il riciclo e per le batterie. Ha ribadito, la necessità nella fase di transizione di incentivi. Mentre, per quanto riguarda la decisione di allocare in Polonia un auto elettrica in collaborazione con Leapmotor, Mele ha precisato che Stellantis, al di là delle notizie riportate dalla stampa, non ha ancora deciso nulla.

Uliano (Fim Cisl): tavolo non sufficiente

Giudichiamo questo tavolo non sufficiente. Non abbiamo avuto risposte rispetto alle nostre richieste. Abbiamo chiesto un modello a largo consumo da aggiungere alla 500 elettrica e alla linea Maserati. L'azienda è più ottimista rispetto alla questione degli incentivi, ma pensiamo che le due Maserati attuali rispetto alle cinque dell'anno scorso e il dimezzamento della produzione della 500 elettrica non vadano bene. Bisogna mettere un altro modello, ma non ci è stata data risposta”. Così il segretario della Fim Cisl, Ferdinando Uliano. “Abbiamo anche chiesto di anticipare il lancio della produzione delle Maserati elettriche, con la prima prevista nel 2028, ma anche qui non c'è nulla. Per noi è fondamentale che si diano risposte concrete, o non vediamo come si possa cogliere l'obiettivo del milione di vetture a livello nazionale”, ha concluso.   Prima dell'inizio dell'incontro, Uliano aveva sottolineato che "quella di Mirafiori è la situazione più drammatica che abbiamo all'interno del gruppo Stellantis.  

Ficco (Uilm): incontro interlocutorio, tutele per l'indotto

Quello di oggi è stato un incontro interlocutorio”, afferma il segretario nazionale Uilm Gianluca Ficco. “Abbiamo appreso con soddisfazione che il ministro sta per varare gli incentivi al consumo, speriamo che questo possa rilanciare il mercato in una fase di oggettiva difficoltà. Ma abbiamo anche ribadito - continua - che per Torino resta assolutamente necessaria l'allocazione di una nuova vettura, a larga produzione, possibilmente ibrida perché il full electric stenta in questa fase a imporsi sul mercato”. “Chiediamo - conclude Ficco - tutele per i lavoratori dell'indotto, che sono maggiormente a rischio. Si trascura il fatto che a rischiare davvero nell'imminente il posto di lavoro sono i dipendenti della componentistica. Per loro chiediamo responsabilità sociale a Stellantis e azioni di concreta tutela al governo”.