Verbano-Cusio-Ossola

Gamberi americani e trote fario, i rischi delle specie "aliene"

Animali autoctoni minacciati, il 5 aprile parte progetto del CNR contro i piccoli crostacei, con l'utilizzo di elettrostorditori. Ed è battaglia legale per proteggere la trota marmorata

Gamberi americani e trote fario, i rischi delle specie "aliene"
Cnr
Il gambero della Louisiana

Contrasto ai gamberi della Louisiana e a quelli di fiume, specie non originarie del territorio, e supporto alla trota marmorata, originaria e tipica dell’area del Verbano-Cusio-Ossola: la tutela della biodiversità continua ad essere al centro dell’azione delle istituzioni scientifiche e deli enti locali nell’area. Da un lato la Provincia ha autorizzato l'istituto CNR-Irsa di Verbania ad intervenire per arginare la crescita smisurata dei gamberi rossi della Louisiana e del gambero di fiume. La prima specie è originaria delle pianure dalla Florida al Messico del Nord e degli Stati Uniti centromeridionali, dai bacini del Mississippi inferiore all’Illinois e al sud-ovest dell’Indiana. In Europa è stata introdotta in diversi Paesi, ed è fuggita da uno o più impianti d’allevamento, risalendo dal Po al Ticino, fino al Lago Maggiore e da qui a quello d’Orta Il gambero di fiume originario proviene invece del versante atlantico del Nord America, della Chesapeake Bay e del Fiume Susquehanna, ed è stato poi introdotto in Polonia, e da qui si è diffuso in tutta Europa. Il CNR ha costituito un team diretto da Angela Boggero per catturare i gamberi alloctoni (Procambarus clarkii e Orconectes limosus), quindi non originari del territorio, che stanno invadendo i corsi d’acqua: il gambero della Louisiana, in particolare potrebbe risultare dannoso per la salute umana, in quanto assimila cianobatteri, che possono produrre intossicazioni letali. Il compito del team è catturarli con le nasse, poi con gli elettrostorditori, lungo le rive. Anche se alcuni esemplari sono stati rinvenuti anche a 15 e a 30 metri di profondità. Si inizia il 5 aprile: una volta in laboratorio si cercherà di studiare un rimedio per arginare la loro crescita incontrollata.

Complicato tutelare la trota marmorata, specie autoctona


Stenta invece ancora a decollare la strategia di protezione e sostegno della trota marmorata, l’unica specie di trota autoctona del Verbano-Cusio-Ossola, quindi originaria del territorio. Questa specie è stata via via sostituita, dalla trota fario, trota non autoctona, conseguenza della immissione in massa di avannotti avvenuta nel corso di oltre un secolo per favorire la pesca. Le due specie si sono anche ibridate, mescolando sempre più i tratti di DNA e facendo quasi perdere l’unicità genetica della trota marmorata locale. Recentemente la presenza della trota marmorata è stata ancor più minacciata dall’introduzione per ragioni commerciali di un’altra varietà di trota non autoctona, la trota mediterranea, anch’essa interfertile con la trota marmorata, come la fario. La sua presenza sta invadendo sempre più l’habitat della trota marmorata, anche in queste zone. Non sono mancate le battaglie legali, con tanto di ricorso al Tar da parte delle associazioni ambientaliste contro i decreti della Provincia che autorizzava, in modo illegittimo (serve una deroga specifica rilasciata dal ministero dell’Ambiente), l’immissione delle due specie di trota non autoctone. La recente pronuncia del Tribunale amministrativo regionale, in direzione della tutela delle specie autoctone, offre un’interpretazione della norma da seguire negli anni a venire. In attesa della costituzione della zona tutelata lungo le rive del fiume Toce e i suoi principali immissari, che dovrebbe contribuire ulteriormente a dare ossigeno e e tutelare questa specie.

Esemplari di trota marmorata Cnr
Esemplari di trota marmorata
Esemplare di gambero americano Cnr
Esemplare di gambero americano