"Messa alla prova" per il contadino che aveva danneggiato il noccioleto di Cirio per invidia

Il fatto nel 2023 a Cherasco. Ieri il processo ad Asti concluso con la "messa alla prova", ovvero la sospensione del processo. L'imputato aveva risarcito parzialmente il danno e si era scusato con il Presidente della Regione

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Se l'è cavata con la "messa alla prova" il signor Giovanni, l'agricoltore di Cherasco, sessantenne, finito in tribunale con l'accusa di aver danneggiato la piantagione di nocciole del suo vicino, il presidente della Regione, Alberto Cirio, titolare di un'azienda agricola e affittuario di un appezzamento di terreno. L'uomo aveva subito ammesso il suo gesto sconsiderato, fatto senza un vero motivo, solo per invidia del vicino ricco e famoso.

Il danneggiamento era avvenuto ad aprile del 2023, ricorda la Stampa nelle pagine locali, ricostruendo la vicenda, che ieri ha avuto il suo epilogo processuale, dopo essere diventata pubblica nella primavera di quest'anno.

Il campo è in affitto, gestito dall'azienda «Le nocciole delle Langhe di Alberto Cirio». Erano state trovate circa duecento pianticelle sradicate o tagliate con le cesoie. L'agricoltore che ha un campo adiacente era crollato subito, ammettendo il suo “colpo di testa”. Così è finito sotto processo ad Asti. Alberto Cirio ha accettato un risarcimento pari alla metà del danno subito. Il vicino molesto chiuderà i conti con la Giustizia con una messa alla prova, ovvero un futuro proscioglimento, sempre che si comporti bene durante questo periodo di prova.