Il ritrovamento di una pittura del ciclo decorativo e i calzari in cuoio della principessa della XVIII dinastia: sono le due novità del riallestimento delle sale dedicate una alla tomba di Iti e Neferu e l'altra alla principessa Ahmose. Con questo intervento il museo Egizio prosegue l'opera di rinnovamento iniziata in occasione del bicentenario.
Il riallestimento
Le sale presenteranno anche una rilettura della fonti d'archivio e di scoperte nei depositi, puntando alla massima accessibilità e al rispetto dei resti umani.
"Abbiamo in programma un intenso lavoro di ripensamento delle nostre sale e questo è un primo tassello - spiega il direttore, Christian Greco -, perché un museo vivo, che fa ricerca, non può che fare questo. La ricerca va avanti le priorità museologiche cambiano ed è giusto dare ragione di questo".
Fra i temi principali, di cui si è tenuto conto nella modalità espositiva della principessa Ahmose ma che, secondo il direttore, deve sottendere a tutto il percorso museale, l'etica dell'esposizione dei resti umani.
"Primo esempio la copertura, con un telo di lino, della mummia della principessa, finora sbendata - continua Greco -. Per noi dev'essere un faro. Ricostituire corredi funerari non è solo un'operazione scientifica, ma anche un gesto di rispetto, significa trattare questi reperti come testimonianze di vite vissute, tenendo conto delle implicazioni etiche e culturali che comportano".
I prossimi interventi
Un museo, come dice la presidente Evelina Christillin "che non sta mai fermo", che "sente sempre di più la dignità di essere un museo archeologico, esponendo anche i frammenti", aggiunge Greco, e che sta lavorando a grandi progetti come quello per i 120 anni della scoperta della tomba di Kah e Merit, per il quale è partita una campagna di crowdfunding.