Un'altra storia che sconvolge, un'altra ferita che trapela nello stillicidio quasi quotidiano di violenza e disperazione dall'universo carcere. A raccoglierla, stavolta, sarebbe stata all'inizio di novembre la psicologa della casa circondariale “Cerialdo” di Cuneo durante un colloquio. A confermarla, un referto ospedaliero.
Vittima un 61enne non autosufficiente
La denuncia è di un detenuto di 61 anni, con difficoltà di deambulazione, italiano, alle spalle vari anni di detenzione per truffa e lesioni personali oltre a episodi di autolesionismo e tentativi di suicidio. Ha raccontato di aver subito violenze sessuali dal compagno di cella, nel padiglione 'Gesso', all'interno della sezione in cui vige la cosiddetta sorveglianza dinamica. Dalle ore 9 fino alle 19 i reclusi a bassa e media sicurezza possono cioè circolare nella sezione. A sorvegliarli c'è un solo agente che si divide su tre piani, ciascuno dei quali ha 17 celle. Dopo le 19 vige invece l'obbligo di fare rientro fino al mattino dopo. La violenza (si parla addirittura di episodi accaduti in più giorni) di sarebbe consumata dopo quell'orario, nella cella che la vittima e il presunto aggressore condividevano da poco tempo. Rotte le telecamere di sorveglianza video.
L'indagato
L'indagato è un detenuto di origine africana, in carcere per reati connessi allo spaccio. Aveva in teoria il compito di aiutare il compagno di cella, non autosufficiente, nella gestione delle attività quotidiane con una funzione di “piantone” codificata nel carcere, per la quale si riceve un compenso. Entrambi i detenuti si trovano ancora al Cerialdo, entrambi in isolamento.
Carcere sovraffollato, personale carente
L'episodio scatena la reazione del sindacato di polizia penitenziaria Osapp che con il segretario generale Leo Beneduci definisce le condizioni del personale penitenziario a Cuneo “tra le più disastrose in ambito nazionale, tra sovraffollamento detentivo e carenza di addetti”.
"Nei turni notturni - aggiunge il sindacalista - un unico agente deve provvedere alla sorveglianza per tre piani detentivi con gli esiti che sono purtroppo evidenti".
Popolazione carceraria raddoppiata in tre anni
Il carcere di Cuneo ospita un numero di detenuti che dai 240 reclusi del settembre 2022 è passato a circa 400, poco meno della metà dell'intera popolazione carceraria rinchiusa nei quattro penitenziari del Cuneese e sorvegliata da oltre 400 agenti di polizia penitenziaria. Gli extracomunitari
rappresentano il 66% dei detenuti in un carcere che vede la compresenza di due circuiti diversi, la media sicurezza e il 41 bis. Una struttura riconosciuta come istituto di primo livello “ad incarico superiore”, lo stesso livello di Torino, ma senza un conseguente potenziamento delle risorse umane a disposizione secondo quanto affermato nel recente passato dal direttore Domenico Minervini.