Mezzi elettrici abbandonati ovunque, come testimonia il nostro reportage

Monopattini "selvaggi", la stretta del Comune

Ai primi di novembre nuove regole, con un bando dell'Amministrazione. Si conclude la sperimentazione partita nel 2019, con una stretta sulle regole. Le multe di 250 euro, ad oggi 533, non hanno scoraggiato gli utenti indisciplinati.

Si parla di una stretta, di una nuova “era” per chi utilizza come utente e per chi dà in concessione i monopattini. Dal primo giorno di novembre arriveranno nuove regole. Per allora si concluderà il periodo di sperimentazione cominciato nel 2019, con l'introduzione dei mezzi elettrici a due ruote, in condivisione.

Il cambio di marcia è stato annunciato dal Comune di Torino che aderisce al nuovo bando sui mezzi sharing della Città Metropoliana. Gli obiettivi sono tre: ridurre il numero dei gestori e dunque il numero di mezzi disponibili (al momento sono otto; si passerà a quattro; e da 4mila monopattini alla metà); in secondo luogo, contrastare la sosta selvaggia (vedi foto Tgr Piemonte scattate nella notte del 25 agosto) e in ultimo fare rete con gli altri comuni dell'area metropolitana, i quali potranno, in autonomia, applicare il disciplinare alle esigenze e alle caratteristiche del loro territorio.

Ad oggi le multe (250 euro) comminate agli utenti indisciplinati sono 533; nel 2021 erano state 371. Dunque un trend in crescita che, se confermato, fino al prossimo dicembre, potrebbe arrivare a quota 1.066. 

Nonostante le multe, e il rischio di vedersi revocata la locazione da chi gestisce il servizio per gravi inadempienze, i comportamenti indisciplinati sono aumentati proprio nell'ultimo anno.

E hanno provocato il malumore dei pedoni, che fanno fatica a camminare serenamente sui marciapiedi, e dei commercianti che spesso si trovano i monopattini davanti all'ingresso del negozio. 

E' stata proprio la sosta selvaggia a fare scattare la molla all'Assessorato per la Transizione ecologica di Torino la volontà di cambiare le regole. Un mezzo elettrico abbandonato sui marciapiedi costituisce una barriera per i pedoni, dunque un elemento di rischio, dicono da Palazzo di Città.

Dopo i tre anni di sperimentazione, servivano nuove regole più stringenti,  è il commento dall'Assessorato.