70 fotografie in bianco e nero

In mostra al MAO di Torino la Cina che spiega la Cina

Gli scatti del fotografo Andrea Cavazzuti fra l'81 e l'84 documentano un Paese che non esiste più ma che è indispensabile conoscere per comprendere la storia e la personalità del colosso mondiale di oggi.

“In Occidente l’immaginario visivo della Cina era, come un po’ ancora oggi, quello del già defunto Mao e della già conclusa Rivoluzione Culturale. Figlio dei miei tempi e allenato com’ero a cercare oltre gli stereotipi anche in patria, fotografavo una Cina non vista e, quel che è peggio, nemmeno immaginata, quindi invisibile. Le cose già viste soddisfano, consolano, hanno a che fare con la memoria mentre il non visto è secco, scostante, refrattario, a volte antipatico. La Cina mi si presentava come uno straordinario bazar di oggetti, scene e comportamenti non omologati tra i nostri cliché culturali. Per me era irresistibile: gli oggetti in vista, la totale mancanza di privacy, le attività umane messe in scena su un palcoscenico sempre aperto, il paradiso del fotografo”.  

Così Andrea Cavazzuti, fotografo autore degli scatti esposti al MAO, Museo d’Arte Orientale di Torino. Il titolo della mostra è “稍息 Riposo! Cina 1981-84. Fotografie di Andrea Cavazzuti", promossa dall’Istituto Confucio dell’Università di Torino, a cura del direttore del MAO Davide Quadrio e della docente di lingua e letteratura cinese dell'Università di Torino Stefania Stafutti. Appena inaugurata, l'esposizione sarà aperta al pubblico fino al 2 ottobre.

Un progetto che inaugura anche una nuova fase di collaborazione fra il Museo e l’Università di Torino e che coinvolgerà in particolare le discipline di studio sull’Asia, con nuove proposte culturali e formative.

Oltre 70 le immagini in bianco e nero, scattate in Cina fra l’81 e l’84, che per l’occasione "dialogano" con alcune opere delle collezioni museali.

Andrea Cavazzuti vive e lavora da più di trent’anni in Cina. Il titolo dell’esposizione è un riferimento agli anni di passaggio tra un periodo drammatico e l’avvio della rincorsa alla modernità attuale. Le sue immagini hanno seguito e immortalato la Cina e i suoi giganteschi cambiamenti dagli anni Ottanta a oggi, costituendo una testimonianza preziosa oltre che un’opera affascinante e corposa.

Una Cina che non esiste forse più, ma che è indispensabile conoscere per comprendere la storia e la personalità del colosso mondiale di oggi