Impronte avvistate dai carabinieri forestali

Orso M29, sue le tracce nell'Ossola sulla neve

E' soprannominato orso "frontaliero", perché si sposta tra Italia e Svizzera. Le tracce a nord-est del Parco Nazionale Val Grande avvistate dopo un anno dalle ultime

L'orso e' tornato sulle montagne della Val d'Ossola. E con ogni probabilita' si tratta di M29, l'esemplare che e' stato definito 'orso frontaliero" per il suo continuo girovagare lungo il confine tra Italia e Svizzera.

Le nuove tracce sono state individuate dal Nucleo Carabinieri Forestali - Parco Nazionale Val Grande, nella zona dell'alta Ossola, al confine nord orientale dell'area protetta.

Le impronte sono state notate durante l'attivita' di censimento annuale del camoscio.    L'ultimo segno di presenza del plantigrado - spiegano i carabinieri forestali - sempre nella stessa area, risale a un anno fa.

M29 e' un gran camminatore: arriva dal Trentino, e si e' spostato prima in provincia di Brescia e Sondrio,
salendo poi nel Canton Berna. Infine e' sceso verso il Vallese per giungere in Ossola, dove ha evidentemente trovato un habitat ideale. 

Un estate fa e' arrivato fino alle porte di Gravellona Toce e nell'Alto Verbano.  Spiega il Comandante Davide Baldi, che non si ha notizia di danni o predazioni recenti arrecate dal carnivoro ad animali da allevamento. 

La zona in cui sono state notate le tracce e' estremamente impervia e con copertura nevosa discontinua che non ha consentito seguire completamente la pista.

Dalle valli ossolane l'orso era scomparso, per i drastici abbattimenti, effettuati nell'800. Ora le normative
provinciali e regionali puntano a una convivenza pacifica con l'ambiente montano.