Novara

Sindacalista ucciso, i lavoratori manifestano all'apertura del processo

Nel giorno dell'udienza preliminare per la morte di Adil Belakhdim, investito e ucciso da un camionista, sindacati e lavoratori scendono in strada per chiedere maggiori tutele sul posto di lavoro

La protesta dei “Sì Cobas” blocca il baluardo La Marmora di Novara. Trecento lavoratori in strada proprio nel giorno in cui in tribunale si tiene l'udienza preliminare per Alessio Spaziano, il camionista che nel giugno di due anni fa ha investito e ucciso il sindacalista Adil Belakhdim davanti al magazzino della logistica, a Biandrate, una quindicina di chilometri a ovest del capoluogo. 

Il grido “Adil è vivo e lotta insieme a noi” lungo la via che costeggia il centro storico della città e che mette in comunicazione la stazione con la periferia est della città ha scandito la protesta di sindacato e lavoratori. Una manifestazione contro le morti sul lavoro e a tutela dei diritti dei lavoratori. 

“A distanza di un anno e mezzo da quei fatti - denunciano i sindacati - incomincia un processo per “omicidio stradale”, come se si fosse trattato di un semplice incidente, di un investimento avvenuto per errore, quando invece Spaziano aveva già minacciato nervosamente gli scioperanti, poco prima di lanciarsi a folle velocità sul picchetto dei manifestanti dalla pista di uscita dello stabilimento, affrontata con il camion in contromano”.

Viabilità in tilt in città: solo gli autobus e i mezzi di soccorso vengono fatti passare, le auto vengono deviate su percorsi alternativi. Sul posto, a garantire la sicurezza e il regolare svolgimento della protesta, le forze dell'ordine, polizia di Stato e carabinieri.

Intanto nel magazzino di Biandrate, dove è in corso lo sciopero dei lavoratori Lidl, il sindacato chiede l'applicazione del contratto nazionale Ccnl Logisica, il passaggio di tutti i lavoratori da tempo parziale a tempo pieno, l'aumento di salario con introduzione di un ticket mensa, un premio ed un'indennità disagio freddo, il diritto alla pausa, il rispetto della sicurezza, la fine della "clausola di flessibilità", che facilita il lavoro nei giorni festivi.