Servizi Sociali

Minori in affido, i numeri del Piemonte: in calo gli allontanamenti e le famiglie affidatarie

Ripresa, in Regione, la discussione del disegno di legge promosso dalla giunta Cirio che punta a limitare gli allontanamenti dei minori dai nuclei familiari d'origine.

Numero degli allontanamenti in calo. Sempre meno famiglie disponibili a prendere in affido i minori. Dall'altra lato, un aumento degli allontanamenti non consensuali. Mentre in Regione riprende la discussione sul disegno di legge, promosso dalla giunta per limitare quello che viene definito un eccessivo ricorso all'affido, i numeri aiutano a riportare il fenomeno alle dimensioni reali.

In Piemonte già da alcuni anni il numero dei minori tolti dal nucleo famigliare d'origine è in discesa: erano 2.600 nel 2018, sono diventati 2.325 a fine 2020. L'affido a una comunità o ad un'altra famiglia è comunque l'estrema ratio: riguarda circa il 3,5 per cento dei bimbi e ragazzi seguiti dai servizi sociali. E, in un caso su due, il minore viene affidato a parenti.

La povertà economica non può mai essere l'unica causa. Lo dice la legge che regola l'affido. In questi casi, si interviene con sussidi. Oggi i motivi principali degli allontanamenti, dicono i dati, sono da cercare piuttosto nella sfera delle relazioni. Si tratta spesso di famiglie con dipendenze, problemi psicologici, separazioni conflittuali e multiculturalità: l'allontanamento è quattro volte più probabile per un bimbo straniero.

Le recenti inchieste, in primis Bibbiano, hanno acceso il clamore mediatico e politico. Attirando sfiducia e sospetti su questo mondo. Sono diminuite le famiglie che si mettono a disposizione per accogliere i minori: a Torino dieci anni fa erano 89. ora sono 59. Calano anche gli affidi che avvengono con il consenso della famiglia d'origine, mentre aumentano in proporzione quelli imposti dal giudice.