Da Novara al Quirinale

Dieci anni fa la morte di Oscar Luigi Scalfaro

Il 29 gennaio del 2012 si spegneva il nono presidente della Repubblica. La sua abitazione di Novara è diventata con Sant'Egidio la nuova casa di tanti anziani in difficoltà.

"L'attuale Costituzione in vigore dal 1948 è pienamente viva". Parole di Oscar Luigi Scalfaro. Le pronunciò di fronte al Parlamento poco dopo la sua elezione alla più alta carica dello Stato.

"Scalfaro è stato un presidente assolutamente fedele al dettato costituzionale. Ma direi prima ancora fedele alla forma parlamentare - spiega lo storico e saggista Giovanni A. Cerutti, autore di "Scalfaro dalla Costituente al Quirinale - Cinquant'anni di Storia italiana", editore Interlinea.

1946, 40mila voti proiettano un giovane magistrato di soli 28 anni dalla natia Novara a Roma: Assemblea Costituente. E' l'inizio di una intera vita in politica: parlamentare, ministro, presidente della Camera.

1992, il Muro è caduto, Mani Pulite corre, la politica è in panne. E Cosa Nostra passa al tritolo. E' la Strage di Capaci in cui vengono uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta del magistrato: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. 48 ore dopo, al sedicesimo scrutinio, Scalfaro sale al Quirinale.

"Scalfaro è stato presidente in un momento molto complicato della storia repubblicana. Si era in una fase di transizione con un assetto politico che si stava esaurendo e quello nuovo che ancora non si intravedeva. Con 11 legislature alle spalle era l'uomo che conosceva gli equilibri parlamentari più di ogni altro". 

Un settennato complesso. Il crollo della Prima Repubblica, il "non ci sto", i duelli con Berlusconi. E i ritorni nella "sua" Novara: "Il radicamento per la sua terra era un radicamento verso la vita associata continua Cerutti -. Era come se avesse la percezione che se si interrompeva quella linfa diventava un uomo troppo interno al palazzo".

Dieci anni fa, il 29 gennaio del 2022, la scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro. Che poche settimane prima di morire donò alla Comunità di Sant'Egidio la sua casa di via Campagnoli, a Novara. Divenuta una piccola comunità di anziani soli: "Il presidente era un uomo appassionato di futuro e sapeva che il futuro deve avere delle radici antiche - ci racconta Daniela Sironi della Comunità di Sant'Egidio -. Questa casa lancia un messaggio per il futuro che è la vecchiaia di tutti noi. Un esempio replicabile di casa dove degli anziani vivono insieme. Come i giovani"

Servizio di Gabriele Russo

Montaggio di Giancarlo Raviola

Intervistati:

  • Giovanni A. Cerutti, Storico
  • Daniela Sironi, Comunità di Sant'Egidio