L'altra faccia del caro energia

Il tempo sospeso delle lavanderie

La morsa dei rincari energetici e il crollo del turismo: un cortocircuito per le lavanderie industriali in Piemonte

Servizio di Fabio De Ponte, montaggio Cristiano Gaviglio

Intervista a Miliano Scarafiotti, titolare


Centrifughe, lavaggi ad alte temperature, nastri trasportatori. Le lavanderie industriali come questa, di Settimo Torinese, sono macchine mangia energia. E per questo i rincari energetici pesano come un macigno. Parliamo di una bolletta sei o sette volte più alta. Ma il problema non rende l'idea finché uno non vede le fatture vere e proprio, con l'importo finale. Una bomba sui conti di una azienda. E questo è solo il gas. La corrente è passata da 10mila a 30mila euro. A cui si aggiungono i rincari delle materie plastiche per l'imballaggio e soprattutto prodotti tessili, come lenzuola e federe, anche questi notevoli. 

In tutto il Piemonte le lavanderie industriali che operano nel settore turistico sono una cinquantina. Nel 2020, secondo i dati dell'associazione di settore Assosistema, hanno perso il 60% del fatturato. Nel 2021 il 53%. E le premesse per l'anno che è appena iniziato, tra pandemia e rincari, non sono delle migliori.