Oggi la prima votazione

A Roma per il nuovo presidente

Ci sono anche 67 parlamentari e tre delegati regionali del Piemonte tra i grandi elettori che decideranno la partita del Quirinale. Nella storia tre presidenti piemontesi

Da oggi a Roma le Camere si riuniscono in seduta comune e allargate ai delegati regionali per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Da Torino sono partiti il governatore Alberto Cirio, il presidente del consiglio regionale Stefano Allasia e il consigliere Domenico Ravetti. Con gli altri delegati e i parlamentari - 67 quelli eletti nelle nostre circoscrizioni - sceglieranno il nuovo Capo dello Stato.

Tre, fino a oggi, i presidenti piemontesi. Il primo fu Luigi Einaudi da Carrù. Era il 1948. In qualche modo dettò le regole del gioco. E dai suoi successori è il più citato. Sognava un bis, Einaudi. Non arrivò.

1964. Antonio Segni, eletto solo due anni prima, si dimette in seguito a un malore che l'ha colto al culmine di un'accesa discussione con il premier Aldo Moro e con colui che gli succederà al Colle: il torinese Giuseppe Saragat

1992, due giorni dopo il tritolo di Cosa Nostra, il Piemonte offre a un Paese a pezzi tra Cosa Nostra e gli inizi di Mani Pulite il suo terzo presidente: Oscar Luigi Scalfaro, sul cui settennato ancora oggi la politica si divide. 

Tre piemontesi hanno dunque conquistato il Colle. Altri l'hanno solo sfiorato. Come il torinese Giuliano Amato o la braidese Emma Bonino. Possibili outsider anche in questo 2022.