L'intervista

I timori degli ucraini torinesi come Alla: "E' dal 2014 che siamo in guerra"

L'eco delle tensioni tra Kiev e la Russia giungono fino in Piemonte. Preghiera per la pace nella chiesa dei Santi Martiri con l'arcivescovo Nosiglia.

"C'è paura. E la gente è in attesa". Alla è da 14 anni in Italia da 10 a Torino. Lavora al Consolato onorario dell'Ucraina e da settimane vive in apprensione pensando al destino del suo Paese: "Dal 2014 abbiamo la guerra in corso, abbiamo i territori occupati, abbiamo più di 13mila vittima e la maggior parte è giovane come me, miei amici con cui ho studiato. Siamo abituati e, diciamo così, il popolo ucraino ha paura ma non ha paura di difendersi".

Tra Kiev e Leopoli ha famiglia e amici. Ormai quello che in Occidente è descritta come una emergenza, in Ucraina è la normalità: "Scappare no. Adesso addirittura sono stati distribuiti i manuali per le persone e nel caso di attacco dove rifugiarsi e cosa fare. Non siamo come nel 2014, quando non avevamo munizioni e non eravamo preparati. In questo momento siamo forti".

Una preghiera per la pace è stata organizzata con l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia alla chiesa dei Santi Martiri di Torino. Intanto, dal balcone di Alla, sventola la bandiera ucraina.

Servizio di Elisabetta Terigi, immagini di Guido Cravero, montaggio di Max Carnemolla.