Circa 200 gli esemplari in Piemonte

In Val Susa, sulle orme del lupo

Nel Parco del Gran Bosco di Salbertrand, malgrado la siccità nevosa che complica le attività, continua il monitoraggio iniziato 30 anni fa. "Il lupo ha saturato le Alpi", dicono i guardaparco, "la sfida sarà convivere con la sua presenza in collina"

Servizio di Martino Villosio, montaggio di Marco Rondoni. Interviste a Elisa Ramassa, guardiaparco "Ente parco Alpi Cozie"; e Luca Giunti, guardiaparco "Ente parco Alpi Cozie"

Ci si arrangia, inseguendo orme precarie per il vento e il caldo anomalo. Ma nel Parco del Gran Bosco di Salbertrand in Val Susa, dove nel 1995 fu registrata la prima riproduzione del lupo nel torinese, prosegue un monitoraggio costante. Sono circa 200 gli esemplari stimati dall'ultimo censimento in Piemonte, su 300 in tutto l'arco alpino. Senza neve, per ricostruire i loro tragitti non resta che affidarsi ad altre tracce come le "fatte", ovvero gli escrementi depositati lungo i sentieri.

"I prossimi dati a disposizione saranno quelli di aggiornamento del censimento nazionale, tra pochi mesi", dice Luca Giunti, guardiaparco dell'"Ente parco Alpi Cozie". Ma un dato appare ormai consolidato. "La parte alpina della regione piemonte cuneese e torinese in particolare sono sature", dice sempre Giunti, "non ci aspettiamo dei nuovi branchi o molti nuovi branchi sul territorio delle Alpi". 

E' un altro il dato oggi sotto monitoraggio, ovvero l'insediamento dei giovani lupi in collina, già osservato in Piemonte dal chivasesse all'astigiano.