L'intervista

Maria Teresa Ruta, è torinese la prima donna del Festival

Condusse le prime due edizioni televisive di Sanremo, nel 1955 e 1956. Al culmine del successo la scelta: la famiglia. "Il Festival di oggi? Un bel modo di evadere. Anche dal... Covid".


Servizio di Gabriele Russo, immagini di Guido Cravero, montaggio di Tiziano Bosco



"Ero entusiasta di partecipare come annunciatrice a una kermesse canora che era il massimo del piacere e della soddisfazione e dell'entusiasmo. Era musica. E per me la musica era tutto".

E' da sempre al centro, la figura femminile. Anche delle discussioni che il Festival genera. E il 2022 non è immune: Lorena Cesarini, Ornella Muti e pure Drusilla Foer, alias Gianluca Gori. Una decennale rincorsa tra contenuti ed estetica con cui Sanremo non sempre è riuscito a rappresentare a dovere le donne. Sebbene protagoniste fin dalla prima edizione ripresa dalle telecamera: era il 1955, con Armando Pizzo la torinese Maria Teresa Ruta: "Il mio lavoro era principalmente qui a Torino, di annunciatrice, la signorina buonasera che diceva i programmi della serata continueranno con...".

Fu anche cantante, Maria Teresa Ruta, con l'orchestra del saviglianese Cesare Gallino. A fine Anni '50 la scelta: la famiglia: "Mi sono iscritta all'Ordine dei giornalisti e ho voluto continuare questa strada perché a me piaceva molto. Però non poteva, da mamma, moglie... mi impegnava molto. E poi diciamo che, allora, queste cose venivano prima di altre". 

Sanremo ora è un prezioso ricordo. E un felice passatempo davanti alla tv: "E' un bel modo, in fondo, di evadere. Anche dal Covid".