Indaga la Polizia Postale

Allarme bomba: l'istituto Primo Levi nel mirino

Da un mese per undici volte l'istituto ha ricevuto minacce via mail da un server svizzero criptato. Preoccupazione tra insegnanti e studenti, tra sospetti e voglia di ricominciare a studiare. La Procura di Torino ha aperto un'inchiesta.

All'inizio si poteva pensare ad una goliardata. Ora invece serpeggiano preoccupazione e malumore tra studenti ed insegnanti del Primo Levi di Torino. 11 allarmi bomba in un mese. L'ultimo questa mattina. Le modalità le stesse: una e-mail anonima spedita attraverso un server svizzero criptato. L'annuncio di un ordigno in un posto sempre diverso. A quel punto scatta l'allarme.

“Gli allarmi hanno coinvolto anche il giardino. Abbiamo preso delle misure di risposta non facendo più parcheggiare le auto, togliendo tutti i cestini della spazzatura. Nelle ultime mail infatti è tutto rientrato all'interno dell'edificio scolastico”, ha spiegato il dirigente scolastico Anna Rosaria Toma

Ogni intervento delle forze dell'ordine richiede fino a 2 ore per la completa bonifica e di fatto blocca l'attività didattica. Una situazione intollerabile per gli studenti.

“E' sempre la solita storia dell'email che arriva in presidenza segnalando bombe nell'edificio scolastico. Noi come studenti ci siamo stufati perché perdiamo ore di lezione fondamentali -ha commentato lo studente Bilal Jalil- Tutte le e-mail danno la prova che è una persona interna della scuola perché vengono indicati posti conosciuti solo da chi sa muoversi nell'edificio”. 

Indaga la polizia postale mentre la procura di Torino ha aperto un fascicolo contro ignoti per procurato allarme.

Servizio di Maghdi Abo Abia, montaggio di Beppe Serra