Echi di guerra

Il viaggio di Denys per portare aiuto ai connazionali ucraini

A recapitare beni di prima necessità, soprattutto di carattere sanitario, ci sono i camionisti in una catena di solidarietà dall'Italia fino al confine con la Polonia.

"Abbiamo raccolto materiale soprattutto medico. Al Consolato generale dobbiamo ritirarne altro. Poi partiamo". Al confine polacco saranno i camioncini dei volontari ucraini a portare gli aiuti dove servono. Più che viveri, mancano farmaci e generi di primo soccorso: disinfettanti bende. Denys li porta. Parte da Torino per un viaggio filato di 20 ore, saranno in due per non fermarsi mai. 

"Ho temporaneamente sospeso il mio lavoro - sono un piccolo imprenditore nel ramo dei trasporti -. E siccome ho il camion a disposizione mi sono offerto come volontario. Sento che è un mio dovere. Lì abbiamo i nostri parenti, abbiamo i nostri amici... E quando si trovano in difficoltà mi sento in dovere di aiutarli". 

Quasi 2mila chilometri, che ripercorreranno subito per tornare a casa a lavorare. Ma finché l'emergenza continua la raccolta continua, dice la comunità ucraina, soprattutto materiali sanitari, per nuovi viaggi di solidarietà.

"E' un Paese che conosco, sono nato e cresciuto lì. Conosco la terra, conosco la gente. Mi dispiace per loro. Per questo lo faccio".