Una sequenza continua di incendi, tra mano dolosa e siccità

Musinè, la grande sete del bosco minacciato dalle fiamme

La montagna cara ai torinesi, alle porte della Valle di Susa, simbolo dell'eredità lasciata da un inverno scandito da incendi e mancanza di precipitazioni in Piemonte. I prossimi due mesi saranno cruciali per le riserve idriche prima dell'estate.

La cenere di troppi incendi circondata dai toni ingialliti di un bosco assetato. Nell’immagine consegnata dal monte Musinè, alle porte della Valle di Susa, c’è la sintesi dell’eredità lasciata ai boschi e alla montagna piemontese da un inverno senza pioggia o neve. Da 110 giorni di siccità. Domani la pioggia dovrebbe finalmente arrivare, ma se l’inverno è stato anomalo, la primavera non dovrà tradire.

“Tra aprile e maggio – spiega Luca Mercalli - sull'Italia nord occidentale sono i mesi più piovosi dell'anno, quindi possiamo dire che abbiamo ancora delle chance per riuscire a ripianare almeno in parte questo forte deficit idrico. Se però a fine maggio non arrivasse la pioggia statisticamente attesa allora sarebbero veramente problemi per l’estate”.

Servizio di Martino Villosio, montaggio di Cristiano Gaviglio, con interviste a:
Paola Battioli, agricoltore di Novara Augusto Cotterchio, ispettore regionale Corpo AIB
Luca Mercalli, meteorologo e climatologo