La protesta dei sanitari

Gli infermieri criticano il piano regionale sulla sanità territoriale

Nel giorno in cui i medici di base in sciopero manifestano a Roma, i dubbi degli infermieri sul potenziamento della sanità territoriale

Il Piano non ha ancora finito l'iter di approvazione a Roma. Ma continua la polemica sulla futura sanità territoriale piemontese, disegnata dalla giunta regionale non senza il malumore delle opposizioni. L'investimento con fondi del Pnrr ma non solo, è imponente e prevede la realizzazione di 91 Case di comunità, 29 Ospedali di comunità e 43 Centrali operative territoriali. A domandarsi come e se verrà reperito abbastanza personale per gestirli è adesso il sindacato degli infermieri Nursind.

Dall'assessorato alla sanità assicurano che la questione del personale è parte della programmazione a lunga scadenza, che la nostra regione è vittima, quasi come tutte, di carenze che hanno radici lontane, e che però ora è sul punto tra le più attive, tanto che presto saranno avviati corsi di formazione proprio per i futuri infermieri di famiglia e comunità. Si punta dunque sugli uomini e le donne che finora hanno combattuto il covid, per traghettare fuori dalla pandemia l'intero sistema. Ma i sanitari sono stanchi. In sciopero ieri e oggi, i medici di base dei sindacati SMI e Simet hanno manifestato a Roma davanti al ministero della salute. Presente una delegazione piemontese per chiedere il riconoscimento dei propri sforzi, e più tutele.