All'Egizio è di scena Aida

Una nuova mostra al museo Egizio, la prima dopo due anni di pandemia. "Aida, figlia di due mondi" mette insieme l'opera e l'archeologia.

Centocinquanta anni fa andava in scena per la prima volta l'Aida di Giuseppe Verdi. Una mostra al Museo Egizio di Torino ripercorre l'origine di un'opera che unì Europa ed Egitto : "un viaggio - racconta il direttore del Museo  Christian Greco- nell'Europa dell'8oo, nell'Egitto dell'800 che si trasforma nella scoperta e nel ruolo dell'archeologia e poi nel melodramma" La mostra “Aida figlia di due mondi” mette insieme archeologia e musicologia con materiali  provenienti da 27 diversi archivi e musei di tutta Europa, dal Louvre all’Archivio di Stato di Parma. Dallo scenario originale di “Aida” ai bozzetti di costumi, scenografie gioielli, usciti dalla matita dell’egittologo Auguste Mariette, artefice del primo museo di antichità Egizie al Cairo, fino alle diverse stesure del libretto e degli spartiti di Giuseppe Verdi: la mostra ripercorre la genesi dell’opera, attraverso documenti, memorabilia, reperti, lettere e spartiti . Ricostruzioni filologiche di scene e costumi del debutto di “Aida”, realizzate dal Teatro Regio di Torino, ma anche podcast, videogame, pillole video, incontri e rassegne cinematografiche accompagnano il visitatore in un periodo storico che va dagli anni Quaranta agli anni Settanta dell’Ottocento. Per l'Egizio una nuova mostra, la prima dopo due anni di pandemia  

Servizio di Antonio Sgobba. Interviste a Christian Greco - direttore Museo Egizio e Evelina Christillin - presidente Museo Egizio

Riprese Guido Cravero; Montaggio Beppe Serra