Calcio e letteratura

Alessandro Gazzi, un mestiere da mediano

Calciatore con la passione della lettura. L'ex centrocampista del Toro si racconta in un libro scritto di suo pugno. Ansia, sudore e Serie A. Dal rapporto con Ventura a quella Torino-Inter del 2014. "L'avversario con cui avrei voluto giocare? Tevez"

Alessandro Gazzi ha scritto un libro. Di suo pugno. Il titolo è tutto un programma: Un mestiere da mediano. Ansia, sudore e Serie A. Nato a Feltre 39 anni fa e protagonista con il Toro di Ventura, ora vive ad Alessandria. Città dove ha dato addio al calcio giocato per fare il collaboratore tecnico. “Il ruolo di mediano è un po' darsi per la squadra, per gli altri, darsi da fare un po' per tutti: questa è l'essenza del mediano”. Una storia come tante, di quella “classe media” del calcio che il mondo dorato dei campioni lo vive quasi ai margini. In fondo, Alessandro Gazzi è tutto in quel disegno in copertina: lui che contrasta un talento puro come Ronaldinho

Da Gian Piero Ventura a Kazuo Ishiguro

Calciatore atipico, Alessandro Gazzi. Interditore vecchio stile col Toro di Ventura. E amante dei libri: dalla lettura alla scrittura, il passo è stato breve. “Amo molto autori come Kazuo Ishiguro, penso soprattutto a Non lasciarmi o Quel che resta del giorno. Ma anche Don Delillo, Cormac McCarthy e molti altri”. L'addio al calcio giocato, Alessandro Gazzi, l'ha detto lo scorso giugno. Quando, con i grigi dell'Alessandria, alzò la coppa di quei maledetti playoff, finalmente vinti: promozione in Serie B. È arrivato così il momento di voltarsi indietro, di rivivere il proprio romanzo. Dalla Viterbese al Torino di Ventura. “Ventura per me è stato un allenatore fondamentale. Con la sua filosofia di gioco, il 4-2-4 e poi il 3-5-2, ho avuto la possibilità davvero di crescere lì in mezzo al campo. Poi le cose con la Nazionale non sono andate bene. Magari avrà fatto qualche errore, ma tutto il contesto calcistico in Italia, e anche quello che è successo con Mancini, credo rimoduli un po' quanto accadde nel 2017". 

Quella sfida con l'Inter

Una vita sempre con la valigie pronte, quella della classe media - e mediana - calcistica. Come quella volta, il 31 agosto del 2014: Torino-Inter. Il campionato è appena partito, ma Gazzi rischia di andarsene da Torino. Direzione, La Spezia, Serie B. Ma Gazzi rispose a modo suo: migliore in campo in uno 0 a 0 avaro di emozioni, ma combattuto. “Ricordo quella partita come un'esperienza gratificante. Dovevo andare via, ma dopo quei 90 minuti si cambiò idea. E con Ventura ebbi modo di giocare in Europa league: il massimo, per me”.

Tevez e la garra

“Un avversario con il quale avrei voluto giocare? Nessun dubbio: Carlitos Tevez. Ha potenza, voglia, grinta. Garra", come la chiamano i sudamericani. Già, eccola l'essenza del mediano: la garra. La Treccani la definisce così: “Nel linguaggio del giornalismo sportivo, grinta e spirito combattivo, originariamente attribuiti alla scuola calcistica uruguaiana”. E Gazzi, che di letteratura se ne intende, è d'accordo: “Sì credo che quello che conti in mezzo al campo sia proprio lei. La garra”.