Una app multimediale guida i visitatori lungo il percorso botanico

Al Castello di Miradolo, tra camelie rare e opere di Warhol, Fontana e Merz

Oltre 130 esemplari di camelie antiche nel parco botanico, curato anche dall'Università. E nelle sale del castello una mostra di Paolo Pejrone, ispirata al tema, anche letterario, del giardino. Le interviste a Paola Eynard e Roberto Galimberti

Belle, antiche, preziose. Resistono con grazia anche a calore e siccità. Le camelie del Castello di Miradolo, nel torinese, sono tra i più antichi e rari esemplari d'Italia. Importate dall'oriente, già nel 700 orgoglio dei giardini nobiliari. Il percorso del parco le lascia scoprire poco a poco. Un progetto di tutela botanica dell'Università di Torino, dipartimento di Scienze Agrarie, protegge il camelieto grazie ad agronomi e ricercatori. Forza, e bellezza, le camelie, racconta Paola Eynard, della fondazione Cosso, che cura il castello. Tante iniziative a Miradolo: visite guidate e degustazioni di tè: è dalle foglie della camelia sinensis, la cinese, che si ricava la bevanda. La caccia al tesoro botanica di Pasquetta. E poi "Oltre il Giardino, abbecedario di Paolo Pejrone", progetto artistico dell'architetto paesaggista torinese, curato da Roberto Galimberti. Lungo le sale, opere di Andy Warhol, Lucio Fontana, Mario Merz. La meraviglia dei frutti artificiali del modellatore Francesco Garnier. Le rose per la democrazia. E i bozzetti dello Stemma d'Italia, sorretto ai lati da rami di quercia e ulivo: la forza, e la pace.