Le infiltrazioni minacciano il tessuto politico economico

Il Piemonte stretto nella morsa della 'ndrangheta

Per la Direzione investigativa antimafia nessun segnale di ridimensionamento della criminalità organizzata.


"È ormai noto come una seria minaccia allo scenario socio-economico del Piemonte provenga dalle diverse forme di criminalità organizzata e in particolare dalla 'ndrangheta." 
Si apre così il capitolo piemontese nell'ultima relazione della Dia, la Direzione Investigativa Antimafia.  

Non ci sono segnali, si legge, di un ridimensionamento della 'ndrangheta che si teme potrà continuare a rivestire un ruolo di primissimo piano.  

Con una consolidata inversione di rotta però rispetto al passato. Oggi le azioni violente sono intraprese solo quale extrema ratio. Perché la criminalità organizzata agisce per lo più attraverso l'economia e la politica. L'analisi scende poi nel dettaglio delle tante operazioni che negli anni hanno tracciato l'organigramma dei sodalizi. 

Le imprese del ciclo dei rifiuti, di autotrasporti, edili, alberghiere e della ristorazione sono le più a rischio rischio di infiltrazioni della 'ndrangheta e non solo. Altri gruppi delinquenziali, si legge ancora, agiscono infatti in Piemonte sotto lo scudo di una reciproca convivenza strategica

Fra loro consorterie albanesi, romene e africane, in particolare nigeriane, dedite a furti e rapine, spaccio e sfruttamento della prostituzione. Contraffazione dei marchi e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina sono invece i reati più spesso commessi da cittadini cinesi.  

 

Servizio: Marzia De Giuli

Montaggio: Giancarlo Raviola