Indagano i carabinieri e il tribunale dei minori

Ragazzino bullizzato due volte, i Sikh di Tortona chiedono giustizia e rispetto

Preso in giro e aggredito per via del suo turbante


Ha paura, non dorme. Ha solo 13 anni e dei ragazzini più grandi lo hanno preso di mira. "Cipolla" gli hanno detto per via del suo turbante. Lo hanno spintonato, picchiato. Prognosi 30 giorni. Il papà ha sporto querela e loro sono tornati a minacciarlo. Bulli, baby gang, adolescenti con varie culture alle spalle ma non educati alle diversità. Si possono fare mille discorsi ma al centro ci sono un figlio che soffre e un papà preoccupato. Si è rivolto alle istituzioni circondato dal calore degli amici. Chiedono giustizia, protezione. E, se non è possibile farlo in ogni famiglia, che almeno a scuola si insegnino la pace e il rispetto. 
Intanto proseguono le indagini dei carabinieri e del tribunale dei minori che hanno identificato i ragazzini del gruppo.  
Solo a Tortona i Sikh sono 160. Arrivano in gran parte dal Punjab indiano e sono fra le comunità straniere più integrate in Italia. Lavorano soprattutto in agricoltura e nella logistica. A Pontecurone c'è un tempio dove accolgono i visitatori con il sorriso, il caffè e i dolcetti. Il Sickismo è una religione di speranza e ottimismo. Si sta pensando ad una manifestazione a metà maggio per far meglio conoscere la storia e il valore di questa comunità.

Servizio: Marzia De Giuli

Montaggio: Paola Bovolenta 

Intervistati: padre del ragazzino; Singh Bhupinder, rappresentante della comunità Sikh; Federico Chiodi, sindaco di Tortona