Lieve aumento dopo la frenata del 2020

Crescono i consumi delle famiglie torinesi, ma non si torna ai livelli pre-covid

Aumentano sopratutto spese non alimentari, ma non per tutti. Scende il risparmio. Asporto, e-commerce e intrattenimento via web restano anche dopo la pandemia

L'anno scorso i consumi delle famiglie torinesi sono tornati lievemente a crescere, anche se i valori sono ancora distanti rispetto al periodo pre-covid e questo aumento non riguarda tutti i nuclei familiari. E' la fotografia che emerge dall'indagine annuale della Camera di Commercio di Torino, arrivata alla 25 edizione: un report che vede aumentare il divario tra le famiglie abbienti e quelle meno facoltose. 


Rispetto al 2020, l'anno della frenata della pandemia, nel 2021 la spesa mensile delle famiglie è cresciuta del 3,9%, arrivando a 2.524 euro. L'aumento è stato più forte nelle spese non alimentari. Crescono viaggi e vacanze, pasti fuori casa e l'acquisto di cibi da asporto, ma anche abbigliamento e calzature e telefonia. Questo riguarda però soprattutto le famiglie più ricche, che hanno speso più del doppio in beni non alimentari. 

Nel report emerge una diminuzione della capacità di risparmio. Nel 2021 solo il 25% dei nuclei famigliari è in grado di risparmiare, valore nettamente inferiore a quello rilevato tra il 2016 ed il 2018, quando la percentuale superava il 40%. 

Analizzando le spese delle famiglie, emerge che alcune abitudini acquisite durante la pandemia restano. Ad esempio la tecnologia: molti scelgono il web anche per i pagamenti digitali, i servizi bancari online e l'intrattenimento. Una tendenza in atto già da anni, che il covid ha accelerato. 

 

Servizio di Maria Elena Spagnolo

montaggio di Elisa Pozzati 

intervista a Dario Gallina, presidente Camera di Commercio di Torino