Libera: "Il Piemonte indietro nel recupero dei beni confiscati alla mafia"

La nostra regione è penultima in Italia su questo fronte. Il prefetto: "A Caserta sindaci più solleciti a prendere in gestione gli immobili"

In Piemonte si riesce a reimpiegare gli immobili confiscati alla mafia meno che altrove, tanto che la nostra regione è penultima in Italia su questo fronte. A dare l'allarme è l'associazione Libera, che ha organizzato una tavola rotonda sul tema all'università di Torino. Uno dei motivi ha spiegato il prefetto Raffaele Ruberto, che prima di prendere servizio a Torino ha guidato la prefettura di Caserta, è che da noi non c'è la stessa sollecitudine da parte degli amministratori locali a prendere in gestione gli immobili, spesso a causa della mancanza di risorse

Senza assegnazione per esempio è ancora il castello di Miasino, in provincia di Novara, per ristrutturare il quale la Regione ha pubblicato un bando nel 2021. Per vederlo restituito alla collettività bisognerà aspettare almeno fine anno. Intanto i beni in attesa di assegnazione aumentano. Ma qualche recupero andato a buon fine c'è. In via Chambéry, a Torino, un immobile è stato assegnato alla Asl che ne ha fatto un'area di coordinamento per le cure palliative.
 

Nel servizio le interviste a:

  • Maria José Fava
    Referente Libera Piemonte
  • Rocco Sciarrone
    Docente sociologia delle mafie
  • Roberto Bellasio
    Funzionario Agenzia beni confiscati

Montaggio: Benedetto Mallevadore