Un fiume di alghe

Po a Torino, mai visto così

Alghe e poca acqua. Continua a essere questo lo scenario che offre il Po a Torino, nonostante le piogge di queste ultime ore. Ma c'è polemica anche sull'intervento del Comune per eliminare le piante, che avrebbe determinato una moria di pesci

L'impatto, negli occhi e nei cuori dei torinesi, è quello di un pezzo del salotto cittadino trasfigurato. Fiume diventato palude, impastato di piante, e pesci senza più acqua in cui nuotare. E' il Po, nel suo tratto più urbano a ridosso del ponte Vittorio Emanuele. Le spiegazioni ci sono, la siccità è solo una di queste. Prima di tutto c'è l'intervento, avviato il venti aprile, per l'estirpazione della stessa vegetazione acquatica. Appena concluso, spiegano dal comune, necessario per garantire la navigabilità. Di qui la riduzione del flusso d'acqua, per favorire una pulizia più radicale dalle piante che hanno proliferato a causa della siccità e del caldo anomali con mesi di anticipo rispetto al periodo estivo. 

Ma proprio la grande carenza idrica, sommata all'intervento artificiale dell'uomo, ha finito per prosciugare anche gli anfratti del fiume. Con effetti collaterali immortalati da molti cittadini nelle ultime settimane: cavedanelli, barbelli, tinche morenti o agonizzanti. 

"Siamo a meno della metà del corso della portata ordinaria del fiume, replica l'assessore Tresso, a causa di uno stato siccitoso eccezionale. Oggi però la soglia della traversa Michelotti, abbassata per consentire l'intervento sulle piante acquatiche, è stata riportata alla quota normale. Rimuoveremo i tronchi accumulatisi sulla diga, operazione che dovrebbe favorire un maggiore deflusso dell'alveo a valle. Il prossimo intervento del comune è previsto a giugno. L'attesa invece è proiettata ai prossimi giorni, con l'Eurovision, torino sotto i riflettori e il suo fiume parte integrante, di una cartolina da spedire nel mondo.

Servizio di Martino Villosio, montaggio di Enrico Politano