Ieri la protesta in tutta Italia

Riforma Cartabia, a Torino in sciopero un terzo dei magistrati

Astensione dal lavoro ieri del 33 per cento delle toghe, che si sono riunite in assemblea. ANM: "Iniziativa simbolica ma significativa, l'efficienza della giustizia non migliorerà con il nuovo sistema"

“Nessuno sciopera per mantenere privilegi o garanzie personali ma solo per manifestare un profondo disagio verso un meccanismo destinato a non incidere minimamente sull'efficienza del sistema e quindi sui benefici per i cittadini quanto solo sul ruolo della magistratura”. Cesare Parodi, presidente della giunta dell'ANM per il Piemonte e la Valle d'Aosta, intervistato dalla TGR Piemonte sintetizza così le ragioni di uno sciopero che ieri in tutta Italia ha mobilitato il 48 per cento delle toghe. A Torino un'adesione inferiore, ma più significativa rispetto ad altre realtà, in linea con le previsioni di Parodi. “Lo sciopero”, le sue parole ieri mattina, “sconterà in concreto lo scoramento e la disillusione di molti, ma non per questo meno significativo e comunque altamente simbolico”.

Mandare un messaggio, insomma, l'obiettivo dei magistrati, con la richiesta di essere ascoltati mentre il Senato si appresta ad esaminare il disegno di legge delega sull'ordinamento della giustizia già approvato alla Camera.

Una riforma criticata anche ieri durante un'assemblea delle toghe nell'aula del Palazzo di giustizia “Bruno Caccia” perché, chiosa il presidente Parodi "è destinata ad incidere sull'indipendenza dei singoli magistrati, giudicanti come requirenti, a premiare un'efficienza quantitativa rispetto a quella qualitativa".

Critiche esplicite arrivate al disegno di legge delega, per come modificato dagli emendamenti presentati nel corso dell'iter parlamentare, anche dal procuratore generale di torino Francesco Saluzzo. che però, non ha aderito allo sciopero. 

Il servizio di Martino Villosio