Eurovision per Torino vale 58 milioni di euro

Il beneficio supera di quattro volte la spesa, pari a circa 14 milioni. Tutto esaurito negli alberghi

Finito l'Eurovision, a Torino è tempo di bilanci, per capire quanto la manifestazione sia riuscita a dare respiro all'economia di un territorio che da tempo soffre. Il primo numero che va rilevato è quello delle presenze. I pernottamenti nella prima metà di maggio hanno registrato un incremento del 68%, archiviando i due anni neri della pandemia, con gli hotel che hanno registrato praticamente il tutto esaurito. 

Effetto però non solo di Eurovision. Il tutto esaurito infatti si registra, segnala Confesercenti, già fino a lunedì prossimo, grazie ai tanti eventi in programma: Salone del libro, Champions League femminile, Giro d'Italia, Consiglio d'Europa.


Eventi che stanno attirando molti stranieri. Tra i visitatori, sono quasi uno su due, e a fare la parte del leone sono inglesi e francesi. Secondo le stime, i turisti hanno speso in città nella settimana dell'Eurovision circa 22 milioni di euro, un terzo dei quali in hotel e ristoranti, che si aggiungono agli altri 36 milioni di fatturato generato dalle ricadute indirette dall'evento. Insomma quasi 60 milioni di euro il beneficio sul territorio, oltre quattro volte il volume della spesa organizzativa, che si è aggirata sui 14 milioni


E poi c'è il ritorno di immagine, un capitale da non sciupare, secondo il sindaco Stefano Lo Russo che lancia l'idea di una music commission, una squadra incaricata di promuovere e sostenere l'industria musicale e lo sviluppo degli artisti. Dopo il cinema, insomma, su cui Torino ha puntato negli ultimi vent'anni, ora potrebbe essere venuto il momento della musica. La città ha potenziale, sottolinea l'assessore a turismo e grandi eventi Domenico Carretta, che dice: "Stiamo soffiando sulla cenere" perché torni ad accendersi il fuoco degli anni 90, quando la città era un fermento continuo.