Si allargano le conseguenze dell'invasione russa

Anche i gas nobili vanno in guerra

Non solo grano, metano, fertilizzanti e olio di girasole: presto mancherà anche il neon, gas essenziale per la produzione dei microchip. La metà arrivava da Ucraina e Russia. Un colpo al cuore della tecnologia mondiale.

Acciaierie bombardate, fabbriche chiuse: la guerra blocca la produzione ucraina di neon, che con la Russia copriva la metà della produzione mondiale. Il neon, ottenuto come sottoprodotto nella lavorazione dell'acciaio di grandi impianti siderurgici, come l'Azovstal e lo Zaporishastal, una volta purificato a Mariupol e Odessa, era esportato per essere impiegato nei processi di litografia laser dei wafer di silicio. Ora il suo prezzo, già aumentato del 600% dopo l'invasione della Crimea nel 2014, schizzerà alle stelle perché la Russia, come ritorsione per le sanzioni, a sua volta ne limiterà l'export fino a fine anno. L'Europa corre ai ripari: stanzia 48 miliardi di euro per arrivare a produrre in casa il 20% dei chip mondiali e spera nell'insediamento di imprese statunitensi.