Al Festival dell'Economia di Torino

L'esperto del Fmi: Italia ferma da 25 anni

Pesano gli scarsi investimenti in formazione: laureato il 20% della popolazione adulta, la media europea è del 32%. L'economista Spilimbergo: "Fuga dei cervelli fenomeno unico tra i paesi industrializzati"

Il reddito medio procapite in termini reali in Italia è uguale a quello degli anni novanta, caso unico tra i grandi paesi industrializzati. Il giorno dopo i pesanti dati sull'occupazione, che fotografano un Paese ancora una volta fermo, al Festival dell'Economia di Torino ci si interroga. Il quadro che traccia il vicedirettore sevizio studi del fondo monetario internazionale, Antonio Spilimbergo, è terribile. Questo immobilismo è causa e conseguenza allo stesso tempo di un altro dato terribile: appena il 20% della popolazione adulta italiana è laureata contro una media europea del 32, un dato oltre una volta e mezza più alto. Investiamo meno degli altri in istruzione. E così le persone in cerca di alta qualificazione che lasciano il paese sono molti di più di quelli che arrivano.

E non stiamo invertendo rotta. Alla scuola il governo ha destinato meno del 10 per cento del pnrr. Appena 17 miliardi, meno dei soli bonus edilizi. Ma c'è un altro grande problema, sottolinea Adrian Wooldridge, che al festival ha presentato il suo ultimo libro, “L'aristocrazia del talento”, nel quale ha esaminato la storia della meritocrazia in diversi paesi. “Il problema dell'italia - dice - è che non c'è abbastanza meritocrazia. Avete bisogno di un sistema più meritocratico, nel quale il talento può raggiungere i livelli più alti. Avete molte ottime aziende familiari che però tendono a essere troppo piccole e non hanno bisogno di un management più professionale per la selezione del personale”. Più facile a dirsi che a farsi, sottolinea Roberto Perotti, economista della Bocconi.

Nel servizio, le interviste a:

  • Antonio Spilimbergo
    Vicedirettore servizio studi del Fondo monetario internazionale
  • Adrian Wooldridge
    Economista
  • Roberto Perotti
    Economista
     

Servizio di Fabio De Ponte, montaggio di Giancarlo Raviola