Dopo i primi due maiali infetti nel Lazio

Esportazioni bloccate e prezzi crollati. La peste suina spaventa gli allevamenti di suini piemontesi

Nell'alessandrino aziende agricole nel limbo. I danni maggiori nel cuneese, dove si concentra la filiera.

Cina, Giappone, Corea, India: prima dell'arrivo della peste suina, erano i maggiori acquirenti dei prosciutti e dei salumi fatti dai suini piemontesi. Da sei mesi ormai esportazioni completamente bloccate. 

Nel Cuneese si concentra la maggior parte del milione e mezzo di maiali allevati in Piemonte. Una filiera da 700 milioni di euro, il 9 per cento del totale nazionale. Nell'Alessandrino, invece, nella cosiddetta zona “cuscinetto” attorno all'area infetta, le aziende vivono un paradosso: nessun diritto ai ristori pubblici, ma stessa difficoltà dei colleghi in zona rossa nel vendere la carne.

Dopo i due maiali infetti da peste suina nel Lazio - il primo caso di salto del virus dal cinghiale al suino - i timori aumentano anche in Piemonte. Così come la necessità, spesso, di svendere il prodotto.

Servizio di Manuela Gatti, riprese di Guido Cravero, montaggio di Fabio De Giovanni 
Interviste a Roberto Pio e Roberto Barge, allevatori