C'è anche chi sale da Torino e Ivrea per lavorare in smart working

Gran Paradiso, nell'anno speciale del centenario aspettando i turisti ma anche la pioggia

Al rifugio Massimo Mila, sul lago di Ceresole alle porte del Parco Nazionale, e negli altri della zona ci si aspetta un'estate di normalità dopo due anni di pandemia grazie alle gite in giornata e al ritorno dei francesi. Ma pesa l'incognita siccità

Una gita a Ceresole Reale, per rilassarsi o lavorare, programmando computer dalle porte del Gran Paradiso. Due anni di pandemia non hanno lasciato in eredità solo danni, ma anche nuovi motivi - leggi smart working - per salire verso il primo parco nazionale italiano che quest'anno compie un secolo dall'istituzione. Oltre, naturalmente, a quelli che da sempre spingono qui il turismo di prossimità e del trekking. 

“Per ora assistiamo a un lieve calo nei numeri del turismo di prossimità”, spiega Roberto Menzio del rifugio Massimo Mila affacciato sul lago di Ceresole, “l'anno scorso questo tipo di turismo era stato spinto proprio dalla pandemia e dalla voglia della gente di andare in montagna durante le finestre di allentamento delle misure restrittive. Quest'anno però confidiamo di nuovo nella presenza dei turisti dall'estero, in particolare dei francesi, e in un'estate di ritorno alla normalità”.

Uno sguardo ottimista, nell'anno del centenario dall'istituzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, in un'estate che sarà segnata anche da un ricco calendario di eventi a partire da Park to Park che comincia questo week-end, con l'Alborada che domenica 26 all'alba sulla diga di Ceresole vedrà esibirsi insieme il coro di Pescasseroli, in rappresentanza del Parco Nazionale di Abruzzo, il coro Penne Nere di Aosta e quello di Rivarolo Canavese.

Un desiderio di riannodare il filo, di ripartire da iniziative, tradizioni a dai numeri del turismo pre-covid nel rispetto delle caratteristiche peculiari e della tutela di un ambiente protetto, che si confronta però con gli effetti della siccità. Con l'invaso artificiale di Ceresole solcato dai surf, ma ridotto nella sua portata di acqua. E una speranza, confidata dallo stesso Roberto Menzio che dal suo rifugio Mila osserva un lago sofferente da tre anni a questa parte. “Vorrei un ritorno della pioggia, lo dico contro il mio stesso interesse perché significherebbe meno turisti, ma il nostro territorio ne ha un estremo bisogno”.

Servizio di Martino Villosio, interviste a Roberto Menzio, Rifugio Massimo Mila di Ceresole, e a Mauro Durbano, vice sindaco Ceresole Reale.