Piemonte a secco

"Cruciali i prossimi 15 giorni". Sulla siccità la Regione si appella ai gestori dell'idroelettrico

La richiesta è quella di rilasciare più acqua possibile per le colture in sofferenza. Ma a rischio è anche l'acqua potabile: in diverse province la rete idrica rifornita con le autobotti.

L'emergenza siccità è una corsa contro il tempo: quello atmosferico, che non concede pioggia, e quello fissato come limite dall'assessore regionale all'Ambiente, Matteo Marnati: i prossimi quindici giorni - ha detto Marnati in un incontro con i gestori degli impianti idroelettrici - saranno cruciali per salvare le produzioni agricole. L'appello agli operatori, accolto, è quello di rilasciare più acqua possibile per le colture.

Ma la crisi non riguarda solo l'agricoltura: a rischio è anche l'acqua potabile. Nel Novarese e nel Verbano, 40 Comuni hanno adottato ordinanze anti-spreco, 10 la chiusura notturna degli acquedotti. Anche nel Cuneese, nel Biellese e in Valsesia in alcuni casi a rifornire la rete idrica sono intervenute le autobotti.

Conseguenze tangibili della siccità. Come quelle che, a Torino, hanno obbligato il Comune a procedere con un nuovo sfalcio delle piante acquatiche, che proliferano in un'acqua inferiore del 72% nella portata rispetto al dovuto, e che quindi consente ai raggi solari di penetrare più in profondità e di stimolare la crescita delle alghe.

Servizio di Martino Villosio, montaggio di Andrea Volpe. Intervista a Daniele Barbone, amministratore delegato Acqua Novara Vco